Montagna friulana da "bandiera nera": bocciata la gestione della Regione Fvg

Assegnate le “bandiere” di Legambiente per gli interventi nei territori montani: quattro verdi e quattro nere. Bocciata la Regione Fvg che privilegia gli interessi privati

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia abbiano ostacolato l'ordinaria attività di ricognizione sul territorio e la raccolta di dati e informazioni presso gli uffici pubblici, puntuale, come avviene ormai ad ogni estate a partire dal 2004, Legambiente ha annunciato, i destinatari delle “bandiere nere” e delle “bandiere verdi” attribuite nell'ambito della sua campagna “Carovana delle Alpi”. Nell'edizione di quest'anno quattro sono state le bandiere verdi e quattro le bandiere nere assegnate in Friuli Venezia Giulia.

Bandiere Verdi

Oltre a premiare con la bandiera verde alcune amministrazioni locali che si sono distinte per la cura e la manutenzione del loro territorio e per la valorizzazione dei propri aspetti ambientali e culturali (come nel caso dei Comuni di Tramonti di Sotto e di Pinzano al Tagliamento), una rete di imprese che utilizza con metodi ecologicamente sostenibili una essenza particolare come l'abete bianco (Friul Dane) ed il Consorzio delle Valli e Dolomiti Friulane che sostiene piccole iniziative agricole, zootecniche e forestali che mantengono viva la montagna pordenonese, le bandiere nere hanno infatti colpito chi deturpa il paesaggio e impoverisce l'ambiente naturale, togliendo l'acqua ai fiumi, trasformandoli in distese uniformi di ghiaia, cancellando sentieri e mulattiere con inutili e costose strade forestali, deturpando aree storico-monumentali vincolate dalla Soprintendenza: in una parola, banalizzando il territorio montano.

La Regione "devastante"

Il soggetto che promuove dal punto di vista turistico una montagna friulana “incontaminata” e il principale responsabile della realizzazione o della autorizzazione di questi interventi devastanti che nei fatti la contraddicono è lo stesso e si chiama Regione Friuli Venezia Giulia! "I mesi di “sospensione” legati al diffondersi della recente pandemia avrebbero dovuto indurre una riflessione e provocare un diverso atteggiamento nei confronti della natura e di tutto quello di prezioso, e a volte di unico, che ci circonda. Invece, tutto sembra continuare come prima e forse ancora peggio di prima", si legge nella nota di Legambiente.

Le critiche

"Quello che purtroppo dobbiamo constatare negli ultimi tempi è un aggravamento della situazione. Ad essere privilegiati sembra siano gli interessi “particolari” di singoli soggetti (imprenditori del settore idroelettrico, impegnati nel movimento terra e nella realizzazione di strade forestali,  albergatori che vogliono eseguire ampliamenti in deroga ai piani regolatori comunali, lobbies di motociclisti che scorazzano su sentieri e mulattiere), mentre si perde di vista l'interesse generale. È un comportamento miope che rischia di presentare presto un conto salato", tuona l'associazione.

Le Bandiere Nere

All'amministrazione comunale di Pontebba "per il sostegno dato ad un progetto privato di sfruttamento idroelettrico del
fiume Fella
", alla Direzione Centrale Risorse Forestali della Regione Fvg "per i progetti di nuove strade forestali spesso ingiustificate e pesantemente impattanti", al Servizio Idraulica della Regione Fvg "per gli interventi di “protezione civile” sui corsi d'acqua montani", alla Parrocchia di Zuglio e al Ministero dei Beni Culturali "per la mancata tutela del Colle e della Pieve di San Pietro".

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