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Domenica, 29 Gennaio 2023
transizione ecologica

Passa la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, ma per l'opposizione è "green washing"

Ok della IV Commissione al disegno di legge FvGreen che contiene la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e quella di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Dura l'opposizione

Via libera della Regione al disegno di legge Fvgreen che, secondo i proponenti, è "una norma che introdurrà, per la prima volta nell'ordinamento regionale, gli strumenti per affrontare in modo strutturale l'attuazione della transizione ecologica, orientando così la futura programmazione e pianificazione sia in Friuli Venezia Giulia che a livello locale". Soddisfatto l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro a margine dei lavori della IV Commissione durante la quale è stato illustrato il disegno di legge riguardante FvGreen. Dall'altra parte dell'aula, invece, grande delusione della minoranza, che ha usato forti parole di opposizione alla manovra, arrivata a fine mandato. 

I lavori

La IV Commissione permanente presieduta da Mara Piccin (FI) ha espresso parere favorevole a maggioranza contro un "no" compatto delle opposizioni, compreso Furio Honsell di Open Sinistra Fvg che, sui singoli articoli, si era invece quasi sempre astenuto, al testo proposto dal Comitato ristretto nonché agli abbinati progetti di legge 77 "Disposizioni per la promozione di iniziative e azioni positive volte alla limitazione di emissioni di CO2 da fonti fossili e al riscaldamento globale antropogenico" (siglato dallo stesso Honsell), 7 "Norme per la progettazione di città verdi, sane e resilienti ai cambiamenti climatici" e 114 "Disposizioni per la valutazione di sostenibilità delle politiche pubbliche" (entrambe iniziative del M5S con Ilaria Dal Zovo prima firmataria). Il dispositivo, sceso dai 22 articoli originari ai 17 usciti dal Comitato ristretto per risalire a 19 dopo i lavori odierni, contiene la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e quella di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonché passaggi legati al monitoraggio e ai sistemi informativi, per chiudere con la promozione della cultura dello sviluppo sostenibile. Il pronunciamento è arrivato dopo il ritiro da parte della pentastellata Dal Zovo di ben 48 emendamenti modificativi, alla luce dell'impegno preso dall'assessore regionale a Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, di prenderli in considerazione in prospettiva del prossimo appuntamento con il Consiglio regionale. "L'obiettivo - ha ribadito Dal Zovo - rimane quello di rendere il testo più chiaro, lineare, attuale e coerente con le normative". Via libera, invece, alle quattro istanze prodotte da Scoccimarro che, sempre a maggioranza, è stato soddisfatto in merito ai protocolli da sottoscrivere con il Gestore dei servizi energetici Gse spa, nonché al rafforzamento della cooperazione con Croazia e Slovenia per la costituzione della Valle dell'idrogeno transfrontaliera del Nord Adriatico. I Comuni, infine, potranno esercitare poteri sostitutivi in casi particolari, come il recupero e lo smaltimento di rifiuti illecitamente depositati all'interno di immobili destinati ad attività d'impresa.

L'opposizione

Nel corso del dibattito generale è emerso il malumore legato all'iter che aveva preceduto la convocazione della Commissione. "In sede di Comitato ristretto non ci eravamo presentati perché - ha ricordato la consigliera del Movimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo - avevamo tutti chiesto invano un posticipo per meglio affrontare l'appuntamento di dicembre con la stabilità. Pur essendo stata tolta la sezione contributiva, la norma non ci soddisfa tra doppioni, un linguaggio vecchio e passaggi evitabili al fine di una legge più operativa e concreta". Il collega Cristian Sergo ha rimarcato: "Abbiamo perso anni dietro a un sogno! O passiamo dalle parole ai fatti- o restano solo le parole". Ancor più severo Furio Honsell che ha trasformato ironicamente FvGreen in FvGreen Washing, parlando di "eccessiva genericità, incapacità di produrre effetti, assenza di un confronto concreto e una sorta di cortina fumogena per confondere gli elettori. Sento una profonda insoddisfazione e, mi dispiace essere così brutale, ritengo che sia un imbroglio nei confronti dei cittadini" (termine per il quale, comunque, si era scusato in anticipo). Il dem Nicola Conficoni ha rivendicato "insoddisfazione e delusione, soprattutto per i contenuti insufficienti e tardivi di una legge generica e senza risultati concreti, quasi una presa in giro degna di un FvgFlop". Anche Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l'Autonomia, ha scelto il sarcasmo, esprimendo "felicitazioni all'assessore per il dissequestro della norma, in ostaggio per mesi senza arrivare ai gruppi di opposizione. Questa rischia di costituire un'occasione persa: approvare, a due mesi dal termine della legislatura, una legge che dice cosa faremo è un'ammissione di fallimento". Tornando sul fronte Partito Democratico, Mariagrazia Santoro ha aggiunto che "dire, a fine gennaio 2023, che l'obiettivo è quello di sancire la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile è quantomeno imbarazzante. Sembra più una delibera programmatica che uno strumento operativo. Che senso ha mettere alla fine di un processo uno strumento che, invece, avrebbe dovuto guidarlo?". Il capogruppo Diego Moretti ha manifestato anch'egli "perplessità e contrarietà per la gestazione lenta di un testo che esce dalle valutazioni della Maggioranza con un intero capo soppresso e una dotazione finanziaria che, partita da 6 milioni per il triennio, finisce con 855mila euro. Vedremo come intervenire in Aula, ma la montagna ha partorito, invece di un topolino, un ddl monco e depotenziato". 

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