Giorno del Ricordo, viaggio tra le masserizie simbolo di un abbandono forzato

Un giorno di commemorazione, il 10 febbraio, dedicato al ricordo della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e anche dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

La cerimonia con le autorità in piazza Grande

Il Comune di Palmanova celebrerà questa ricorrenza, alle ore 18, al Monumento ai Caduti sotto la loggia di piazza Grande alla presenza di autorità civili, militari e religiose. A causa dell’emergenza da Covid-19, è consentita la partecipazione solo su invito e per un unico rappresentante per ogni entità invitata.

Viaggio della memoria all'interno del Magazzino 18

A seguire, alle 18.30, verrà pubblicato sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Comune di Palmanova un video intervento, realizzato per l’occasione dall’amministrazione comunale, dal titolo “Viaggio nei luoghi della memoria: il Magazzino 18”, con gli interventi di Franco Degrassi e Piero Delbello, presidente e direttore dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata. Assieme a loro, la testimonianza di un’esule, Fiore Filipaz che, da ragazzina, lasciò le terre istriane verso Trieste.

I cumuli di sedie simbolo di un abbandono forzato della propria terra

Quest’anno - commenta l’assessore alla Cultura e vicesindaco di Palmanova Adriana Danielis –  abbiamo focalizzato l’attenzione sulle drammatiche vicende dell'esodo giuliano, istriano e dalmata e, per l’occasione, abbiamo voluto proporre un viaggio virtuale all’interno del Magazzino 18, nel Porto Vecchio a Trieste. In questo luogo – spiega –  sono state raccolte le masserizie di coloro che hanno lasciato le terre della Venezia Giulia e Dalmazia tra il '43 e del '56, anni del grande esodo iniziato nell’ultimo periodo del secondo conflitto mondiale e protratto dopo la definitiva divisione tra Italia e la Jugoslavia di Tito. I cumuli di sedie, di armadi, di attrezzi, di libri sono alcune tra le masserizie raccolte nel Magazzino 18, lasciati dalle migliaia di italiani in un abbandono forzato della propria terra, senza prospettiva futura”.

La realizzazione del video è stata pensata come nuova modalità di conoscenza e attenzione per i cittadini, visti i forti vincoli dettati dalle norme anti-Covid alla realizzazione del tradizionale evento pubblico di approfondimento.

Un video originale – commenta il sindaco Francesco Martines – che abbiamo voluto produrre per visitare a distanza i luoghi dove vengono conservati, tutt’oggi, cumuli di oggetti abbandonati, per necessità, dagli esuli. Testimonianze di chi direttamente ha vissuto quegli anni, ha perso persone care, ha sofferto il freddo, la fame e l’allontanamento dal proprio quotidiano, ha dovuto ricostruirsi una vita da zero a migliaia di chilometri da casa, chi non ce l’ha fatta o di chi si è perso. Ma anche di chi si è riscattato ed è riuscito a ricostruirsi un futuro”.

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