Udine "nuova Aquileia" ricorda la resistenza del 238 "madre di tutte le resistenze della storia friulana"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Travain (Fogolâr Civic - Academie dal Friûl): “Attualizzare il richiamo civico alla Madre Aquileia!” Il sindaco Honsell: “Grazie a Fogolâr Civic e Academie dal Friûl la città riscopre le sue radici!” Al raro curioso che dovesse chiedersi che senso abbia, a Udine, quel mazzo di fiori sotto un monumento tra i più popolari della città, bersagliato dalla pioggia sferzante di un'ultima domenica di fine giugno, la risposta all'enigma è data dal cartiglio che lo correda ermeticamente in lingua latina. “Aquileiensium Patrum Fortitudini”: alla proverbiale tenacia dei padri aquileiesi che 1779 anni fa, resistendo vittoriosamente contro il tirannico imperatore romano Massimino il Trace, oltre a scrivere la pagina epica più famosa della storia locale, mostrarono al mondo la salda tempra delle antiche genti 'friulane'. Questo lo spirito della dedica deposta ai piedi della statua di Ercole/Florean, in Piazza Libertà, a Udine, per iniziativa del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", nella ricorrenza solstiziale di San Giovanni Battista, remota festa di Giano e della Dea Fortuna che nel 238 vide la multietnica cittadinanza della grande metropoli di Aquileia dare battaglia e tenere testa al più potente esercito del tempo, complice – si ebbe a dire – il dio celtico solare Beleno. La cerimonia si è svolta domenica 25 giugno 2017, in concomitanza con le onoranze sociali mensili di Giulio Regeni presso l'adiacente colonna forense “della Giustizia”, ricorrendo 17 mesi dalla scomparsa dell'irriducibile giovane friulano, ricercatore universitario in Egitto, scomodo al regime locale. “Madre di tutte le resistenze della storia del Friuli e, per il suo carattere antitirannico, anche di quella, generosa, al termine della Seconda Guerra Mondiale, il cosiddetto 'Bellum Aquileiense', la Guerra di Aquileia, fu davvero uno specchio in cui per millenni una regione e un popolo si specchiarono alla ricerca di grandi valori da interpretare come radice e ragione stessa del proprio essere” ha detto il docente udinese prof. Alberto Travain, presidente dei due sodalizi promotori. “Valori di reciproca fiducia – ha soggiunto il suo vice ossia lo scrittore sandanielese Maurizio Di Fant – qualora si ricordi quella sorta di rapporto federativo che legava un tempo Roma ed Aquileia”. Fu infatti il Senato dell'Urbe a chiedere agli Aquileiesi di fermare il despota Massimino, “le cui spoglie mortali – ha ricordato il prof. Travain – , secondo lo storico romano Alfredo Maria Barbagallo, sarebbero, poi, per vie traverse, approdate a Glastonbury, in Cornovaglia, e tumulate sotto il nome di Re Artù!”. Parole di gratitudine, per il contributo culturale offerto alla città, sono state espresse dal sindaco prof. Furio Honsell, intervenuto alla cerimonia e sincero estimatore dell'opera di attualizzazione popolare della memoria storica svolta da decenni da Fogolâr Civic e Academie dal Friûl. “Una memoria, quella delle gesta del 238, che dà contenuti civili e morali laici importanti al legame ideale tra Aquileia e Udine, l'antica metropoli e la sua sua seconda di Terraferma: ciò sia recepito anche dallo Statuto municipale udinese la cui riforma, presieduta dal compianto consigliere prof. Natale Zaccuri, si auspica possa venire approvata prima della conclusione del mandato amministrativo, nel 2018” ha affermato il prof. Travain a chiusura della cerimonia.

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