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Udine Design Week, continua per tutta la settimana la rassegna dedicata al design

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Ieri sera 4 marzo c’era anche un piccolo ma significativo drappello di turisti tedeschi all’hotel Next Clocchiatti per la performance sonora di Burtone & Barzan. Anna Balducci e Aldo Clocchiatti hanno commentato: “ È fondamentale essere coinvolti in iniziative come Udine Design Week che porta in città persone che tengono alla qualità dell’ospitalità e dello shopping”.

Un concetto ribadito anche da Gigliola Savio che oggi inaugura una piccola mostra di Pieces of Venice, la collezione di oggetti, disegnati da noti designer come Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, realizzati con il legno delle briccole di Venezia. Iacchetti sarà poi alla galleria Soul Interiors dove presenta un progetto pensato proprio per Udine Design Week, trenta funghetti inesistenti di legno magistralmente realizzati dalla FabbroArredi con un pantografo multiasse. Da sempre attento all’evoluzione del rapporto tra realtà artigiana e design, Iacchetti ha fondato Internoitaliano, la “fabbrica diffusa” fatta di tanti laboratori artigiani con i quali firma e produce arredi e complementi.

La giornata di oggi si conclude all’enoteca da Fred con Enrico Sello, l’architetto autore del progetto insieme a Marco Viola (che, per inciso, nel 2010 ha anche creato il logotipo Udine design Week).

Da segnalare i tanti giovani che stanno seguendo il programma di Udine Design Week. Ieri erano tutti all’evento di Spazio Espositivo Make. In mostra una serie di specchi d’autore in produzione, da Philippe Stark per Kartell a Inga Sempé per Magis e a Paola Navone per Gervasoni – solo per citarne alcuni. Giovanni Comelli, studente di psicologia e attore, definendosi vestito “come un fiore parlante” (giacca floreale e baffi arricciati) ha guidato i visitatori specchio per specchio citando brani da “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll.

Se da Make la riflessione – questo il tema dell’edizione 2019 di UDW – era sul prodotto industriale, alla galleria La Loggia si è stimolati a pensare al design come pezzo unico. Filo conduttore: la funzione d’uso, sia un vaso come quelli disegnati da Catia Clinaz o un tavolino dal fondo in mosaico come quello proposto da Daniela Sacher, oppure una maschera-specchio dove chi guarda si riflette nell’altro come l’oggetto portato da Federica Ceppellotti.

Altro punto di vista la collettiva dedicata all'arte di progettare la sedia: Variabile M, a chairs’collective monologue about materials, che raccoglie le riflessioni di cinque diversi autori che gravitano attorno al territorio udinese, ovvero Pablo Dorigo, Klaus Lichtenegger, Davide Ronco, Alessandro Ronco e Umberto Villa. Tra architettura, design e artigianato, la mostra presenta sei progetti sulla seduta per capire quanto il compito dei progettisti sia quello di immaginare le infinite riletture possibili della società e del contesto contemporanei.

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