Travain rinnova con il Club Unesco la tradizione delle conferenze in lingua friulana all'università

Curiosità per le dotte dissertazioni in “marilenghe” del presidente di Academie dal Friûl e Fogolâr Civic

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Ha destato particolare interesse la conferenza in lingua friulana dedicata al mito antico e moderno dei Savorgnan “liberatori”, a cura del prof. Alberto Travain, presidente del Fogolâr Civic e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” nonché delegato alla Formazione Civica e alla Cittadinanza Attiva della Presidenza del Club per l'Unesco di Udine, tenutasi il 4 dicembre 2017, a ridosso della Giornata Internazionale per l'Abolizione della Schiavitù, presso la prestigiosa sede universitaria udinese di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann. “Savorgnan, non storic furlan cuintri de sclavitût” (Savorgnan, un nome storico friulano contro la schiavitù): questo il titolo della dissertazione che ha visto il docente accostare le vicende di due particolari personaggi appartenenti alla grande casata nobile friulana: Antonio (1457-1512) e Pietro (1852-1905), l'uno, detto il “Machometto dei rustici”, politico ambizioso e spregiudicato, al quale il Friuli deve l'unico controparlamento civico o tribunato popolare dell'Europa moderna, la Contadinanza; l'altro, filantropo esploratore dell'Africa equatoriale, ricordato come “Padre degli schiavi” ossia come loro liberatore. Due imponenti figure della più potente casata nobiliare della storia friulana che in tempi, modi e luoghi diversi furono ritenute benefattrici e soccorritrici di popoli variamente soggetti a vincoli servili e tirannici . Un mito locale e intercontinentale che da trent'anni l'iniziativa del Professore e dei sodalizi da lui promossi e guidati in parte ripropone come ispirazione per un propulsivo spirito civico contemporaneo, localista e cosmopolita, procedente dalla piccola Udine, che dei Savorgnan fu la capitale e che certo anche sull'innovazione civile e politica nel corso dei secoli ambì a costituirsi come modello e antimurale di civismo, "nuova Aquileia" del territorio. Pari successo avevano registrato anche le altre conferenze tenute dal prof. Travain in novembre, nella stessa sede, ossia “Citadinât studentesc te dotrine di un professôr furlan di scuele mezane (Cittadinanza studentesca della didattica di un docente friulano di scuola media), svoltasi il 16, in relazione alla Giornata Internazionale degli Studenti (17.XI); “Di Vergjini a Grimoalt: i fruts te liende storiche de nazion furlane” (Da Verginio a Grimoaldo: i bambini nel mito storico della nazione friulana) il 22, in attinenza alla Giornata Internazionale dell'Infanzia (20.XI), e “Tiere Sante, no une nazion ma patrie di dutis!” (Terrasanta, non una nazione ma patria di tutte!) il 29, in occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà per il Popolo Palestinese (29.XI). Tutte le conferenze sono state tenute in lingua friulana, per comune volontà del relatore e della presidente del Club per l'Unesco udinese, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, in omaggio alla lingua storica locale nonché alle tradizioni del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” che nel 1996 avviò, attraverso l'iniziativa “Lezions Furlanis”, il costume di una lezione mensile in “marilenghe” presso la cosiddetta “Universitât dal Friûl”.

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