“Stelutis alpinis” 'neopasoliniane' per una “nuova Aquileia” morale radicata nella migliore Udine

Travain (Fogolâr Civic): "Inno all'eternità degli affetti, ribelle alla nullità consumistica dell'Occidente"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Rivisitando una tradizione dei Vigili del Fuoco un cui applauditissimo picchetto è intervenuto in piazza come ormai costume, mercoledì 13 settembre 2017, 794° Compleanno della Città di Udine, presso la “Guglia di Mercatonuovo” in Piazza Matteotti ovvero San Giacomo, simbolica sintesi dell'identità civica udinese di “forum” e “castrum”, colonna sulla quale svetta un'immagine della Vergine con il Bambino ed il Castello, “allegoria di accolta e tutela di una comunità nonché d'irriducibile 'fortitudo', resistenza, 'fides aquileiensis', tenacia locale” come l'ha voluta spiegare il prof. Alberto Travain, presidente di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl, gruppi promotori delle annuali celebrazioni cittadine, si è rinnovato l'omaggio cittadino al mito di una Udine “Nuova Aquileia”, piazza e fortezza cosmopolita nel cuore friulano d'Europa, con posa di rose commemorative della cittadinanza dei quartieri storici e di stelle alpine celebrative del centenario dell'inno “furlan” più popolare al mondo, “Stelutis Alpinis” di Arturo Zardini, platealmente eseguito dal coro spontaneo dei convenuti. “Un canto epico in lingua locale, celebrante affetti e valori universali eversivi rispetto alla morte, alla precarietà della vita” ha rimarcato il suddetto prof. Travain: “Un inno all'immortalità dei sentimenti delicatamente gettato in faccia ad un mondo che di essi oggi ha fatto scempio e vilipendio di ogni perseveranza! Inno, pertanto, sommessamente rivoluzionario rispetto all'attualità, ribelle alla nullità consumistica dell'Occidente contro cui il grande Pasolini già a suo tempo lanciava i suoi strali!”. Mentre l'improvvisata corale solennizzava il momento intonando lo struggente canto di Zardini, in cima al dado reggente la colonna salivano i fiori dei “quintieri” storici cittadini di Aquileia, Gemona, Grazzano, Mercatonuovo e Mercatovecchio, dono dei rispettivi comitati rionali del Fogolâr Civic, a ricordo dell'articolazione della città di Udine sotto il governo dei Patriarchi aquileiesi.

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