Stamperia d'arte Albicocco, a Udine la nuova personale di Safet Zec

A distanza di tre anni dall'ultima personale di Safet Zec a Udine, la Stamperia d'arte Albicocco ospita, a partire da mercoledì 13 dicembre,  la mostra del grande artista bosniaco; venti opere pittoriche di vario formato che potranno essere ammirate negli spazi di Via Ermes di Colloredo 8/c a Udine fino al 28 febbraio 2018. L'inaugurazione dell'evento sarà mercoledì 13 dicembre alle ore 18, sarà presente l'artista.

Il realismo pittorico di Safet Zec è di estrema importanza culturale, di notevole portata artistica e si riallaccia alla grande tradizione della cultura balcanica, dei grandi poeti e scrittori di Bosnia. Nelle sue opere pittoriche ed incisorie v’è riassunta tutta la grande e solida tradizione della pittura europea, olandese e veneziana, del Cinquecento e del Seicento, nei suoi massimi esempi, il tutto illuminato da una coscienza, figurativa rivolta inequivocabilmente al contemporaneo, alla realtà attuale, all’uomo presente.

La tecnica, per Safet Zec, è funzionale all’invenzione, perché non v’è atto creativo senza tecnica tanto che il “mestiere” è altrettanto necessario all’economia dell’opera d’arte quanto l’inventiva poetica, quanto la vena espressiva che ne sostiene il significato, la dimensione estetica. Safet Zec è pittore nel senso più esteso e pregnante del termine.

La sua pittura parla alla mente e al cuore e dice sempre cose intelligenti, profonde per quanto acute e penetranti. Questo perché la sintassi stilistica, la grammatica dei segni, il linguaggio delle forme e del colore si traducono, sul- la punta del suo pennello, come la sintesi di un linguaggio fattosi universale. La capacità comunicativa dei suoi dipinti è straordinaria al punto che l’intensità della sua espressione non conosce limiti e tantomeno sottostà alle leggi del formato, delle dimensioni. Infatti, Safet Zec raggiunge risultati di straordinaria efficacia sia nei dipinti di grandi dimensioni, in un formato “monumentale”, che spesso suggerisce l’imponenza dei “Teleri” veneziani del Cinquecento, degli stendardi processionali, delle grandiose Pale d’altare, dove la pittura è un fatto culturale di dominio pubblico - sia nel piccolo formato, quello più intimo e segreto, dove il pittore instaura un fraseggio espressivo, teso fra luce e colore, di altissima intensità poetica.

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