Sistema duale al "Bearzi", esperienza positiva

Ottimo riscontro dall’alternanza scuola-lavoro proposta dal CFP

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Si è chiuso al Centro di Formazione Professionale “Bearzi” di Udine il primo anno di sperimentazione del sistema duale, il percorso di alternanza scuola-lavoro che ha consentito a 18 ragazzi del settore meccanico di frequentare la classe quarta e di diplomarsi con un’esperienza di lavoro già alle spalle. La maggior parte di loro aveva addirittura già firmato un contratto di apprendistato con l’azienda ospitante. Nel mese di luglio, dopo un paio di settimane di rientro a scuola, il percorso si è concluso con l’esame finale che ha coinvolto entrambi i partner formativi e ha certificato le competenze acquisite. Un progetto che ha trovato un riscontro positivo sia da parte degli allievi, che hanno avuto la fortuna di trovare subito un’opportunità di lavoro in tempi così difficili, sia da parte di coordinatori e insegnanti, entusiasti di essere coinvolti in un’esperienza del tutto nuova. «Superato il timore iniziale - racconta Santiago, uno dei ragazzi della classe quarta duale - mi sono adattato in fretta ai nuovi ritmi imposti dal lavoro e ho stretto un ottimo rapporto con il datore di lavoro e con i colleghi, sempre disponibili ad aiutarmi e insegnarmi qualcosa di nuovo». Per molti allievi il momento più duro è stato il rientro a scuola dopo il periodo in azienda. «Ormai avevamo preso il ritmo del lavoro - ci dice Emanuele - e non è stato facile tornare dietro a un banco durante l’estate, quando i nostri coetanei erano già in vacanza. Però in fondo si trattava di sole due settimane di ripasso e le abbiamo affrontate con il massimo impegno». C’è invece chi è riuscito trovare nuovi stimoli anche in quest’ultima parte teorica: «Ho trovato beneficio da quanto appreso in azienda - spiega Simone - svolgendo le esercitazioni scolastiche con molta più facilità rispetto all’inizio dell’anno». Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, fondamentale è stato il contatto con le aziende per il coinvolgimento nel percorso duale e la definizione del rapporto di lavoro (alcuni ragazzi hanno firmato da subito un contratto di apprendistato, per altri invece si è stabilita l’alternanza scuola-lavoro, che va intesa come un progetto formativo). Di questo se ne sono occupati il prof. Guerrino Castellani, coordinatore della classe duale assieme ai prof. Carlo Lucis e Giulio Armano, e alla responsabile amministrativa dott.ssa Cristina Salvador, che riferisce di aver riscontrato «grande interesse da parte dei datori di lavoro nello sperimentare questa nuova modalità di stabilire un rapporto lavorativo con i giovani. Certo, come tutti i progetti sperimentali, emergono delle criticità legate alla mancanza di esperienza pregressa, in questo caso il trovare un punto di incontro tra le nostre esigenze formative e le necessità delle aziende, ma c’è stata molta collaborazione tra le due parti per trovare delle soluzioni condivise». E il ruolo dei professori com’è cambiato rispetto a una classe ordinaria? Giampiero Castenetto, insegnante del settore meccanico, afferma di aver impostato il suo corso «ponendo maggior attenzione alla parte tecnico-applicativa, esaminando un problema per provare a risolverlo. Questo perché a molti ragazzi che si troveranno ad operare in settori, come quello della saldatura o delle macchine utensili, in cui dovranno fronteggiare in autonomia le relative problematiche». «Chi sceglie di intraprendere il percorso duale - considera infine Graziano Pitis, docente di saperi di base - lo fa perché spinto da una forte motivazione a iniziare da subito a lavorare, e molti hanno trovato gratificante già la prima esperienza svolta in azienda durante l’anno scolastico, capendo poi anche l’importanza del periodo conclusivo a scuola per riprendere in mano le nozioni teoriche utili per il conseguimento del diploma professionale».

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