“Sgna design festival, la sedia che verrà” chiude i battenti della prima edizione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Si è concluso domenica 18 ottobre SGNA DESIGN FESTIVAL, La sedia che verrà, l’iniziativa che ha visto l’Amministrazione comunale di San Giovanni al Natisone e il Malignani di Udine impegnati in un’opera di qualificazione della scuola e del territorio. Impegno, suggellato da una lettera di supporto della presidente Debora Serracchiani, che voleva sollecitare partecipazione, ottimismo, orgoglio di appartenenza nella comunità e rafforzare il prestigio della sede locale del Malignani. 

Circa 600 persone hanno partecipato agli incontri e visitato la mostra. Gli allievi provenienti dai comprensivi scolastici dei dintorni e dal Malignani di Udine e di San Giovanni hanno affollato le due conferenze sul design tenute nell’aula magna della scuola e avuto la possibilità di visitare, tra gli altri, lo Studio Tipi del designer Werther Toffoloni. Operatori del settore legno e rappresentanti delle istituzioni hanno invece partecipato agli incontri a Villa de Brandis. Nell' ultimo in programma, venerdì 16 ottobre, si sono gettate le basi di un ambizioso quanto strategico progetto: il Museo virtuale del Design del Friuli Venezia Giulia. MuDeFri, questo il nome del museo, nasce collegato con il MuDeTo, il Museo virtuale del Design Toscano che, per primo, ha avviato l’idea di creare una rete di Musei del Design MuDe di tutte le regioni italiane: un «format» replicabile ideato per creare un vero e proprio network museale, espressione più oggettiva delle varie eccellenze creative e produttive nazionali.
 “Un museo virtuale: ma cosa c è oggi di più reale di più importante del mondo delle nuove tecnologie, del web? Un museo virtuale raggiunge un pubblico immenso perché non ha confini.”. Hanno affermato Luigi Trenti e Umberto Rovelli, rispettivamente presidente e direttore del Museo del Design Toscano MuDeTo, nel presentare il sito che raccoglie e custodisce tanti progetti industriali nati in Toscana. Tanti i punti in comune tra MuDeTo e MuDeFri, a partire da settori merceologici che vedono nei rispettivi e, in diversi casi, simili distretti – o cluster, come si chiamano oggi – una miniera di storie di design e di innovazione da scovare e documentare. Due regioni ad alta densità produttiva e ricche di straordinarie figure di progettisti e inventori. Uno di loro è stato più volte evocato perché, toscano, ha lavorato moltissimo con i seggiolai friulani: Mauro Pasquinelli, autore della sedia Nodo, prodotta inizialmente da Pallavisini nel 1975, poi da Tisettanta. 

La giornalista Alessandra Beltrame, moderatrice dell’incontro, ha parlato del design che, poiché “collegato all’industria, alla manifattura, all'uomo è importante anche quando, nel momento in cui in cui esercitiamo il nostro diritto di consumatori, permette di sapere qual è la testa che ha creato un oggetto e la mano che l’ha fatto.". L’architetto Enrico Franzolini ha provocatoriamente puntato il dito sulla necessità di un ritorno ai concetti base del design, rilevando la valenza culturale del MuDeFri. Alessandro Calligaris si è complimentato per il progetto affermando che il triangolo della sedia ha visto tante piccole e grandi rivoluzioni industriali che varrebbe la pena di raccontare e che “può dare un risvolto a un territorio che forse certe volte non si riconosce in quello che ha fatto”. 

Andrea Carletti ha chiuso l’incontro con un intervento che ha galvanizzato e incoraggiato i relatori affermando di sostenere il progetto in quanto vede nel MuDeFri uno strumento in chiave filologica utile alla formazione. 
 

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