Rivogliamo Santa Caterina!

Istanze popolari di rilancio scritte su una bandiera bianconera. Mano tesa al Comune per una programmazione coerente e "partecipata" della promozione dell'identità e delle tradizioni popolari udinesi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Era la bandiera di Udine, portata da benemeriti cittadini - si ricorda il caso dei Signori di Toppo - ed issata al centro del mercato, ad aprire e chiudere un tempo la tradizionale fiera di Santa Caterina, concessa alla città nel lontano 1380 dal celeberrimo patriarca di Aquileia Marquardo di Randek, quello dello "spadone" di Cividale, ma soprattutto quello delle Costituzioni friulane del 1366 (eppure i suoi stemmi campeggiano anonimi e dimenticati oggi a Udine, sia in piazza San Giacomo, sia nello stesso museo del Castello!). Una fiera, quella dedicata alla santa egiziana, ottenuta per meriti patriottici riferiti a una "Guerra di Chioggia" che fu l'ultimo conflitto della Storia in cui i Friulani si ritrovarono uniti, alleati dei Genova, contro il comune nemico veneziano, insidiante i loro legami e i loro commerci con la vicina Istria. Tempi eroici, dunque, indimenticabili eppure dimenticati: tempi in cui Trieste, per sottrarsi a Venezia, aprì le porte alla Patria del Friuli al grido "Viva lu patriarca!" e venne ammessa al parlamento friulano! Queste le origini, ma la fiera di Santa Caterina è anche e soprattutto memoria intima del vissuto popolare di generazioni e generazioni di Udinesi e Friulani. "Quando ero alle superiori, la mia fu l'unica classe - probabilmente sotto buona guida - a 'scioperare' contro il trasferimento dei 'baracconi' dal 'Zardin Grant' allo Stadio Friuli. Ricordo l'ira e la meraviglia ad un tempo del preside, ma fu davvero uno dei pochi 'scioperi' convinti. Ci sentivamo davvero defraudati di un momento-luogo della nostra infanzia" dice il presidente del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl, prof. Alberto Travain, che ricorda anche le 'prodezze' del nonno materno che, da piccolino, sfuggito alla mano della madre durante una Santa Caterina del primo Novecento, fu ritrovato avvolto nella calza dell'al tempo celebre Donna Cannone, rimediando certo i debiti riproveri... "Storia civica, dunque, locale e non soltanto, udinese, friulana, interregionale, transfrontaliera, e certamente tanti ricordi personali, racconti di famiglia, esperienze del vissuto: questo è per noi Santa Caterina. Il Comune sappia prenderne atto e trarne le debite conclusioni. Glielo scriveremo su una bandiera, con i colori della nostra città, come quella che dava un tempo il segnale di apertura e chiusura del mercato della celebre fiera e che, senza retorica, ci pare sintesi delle memorie della nostra terra" afferma Travain. Nel giorno stesso della ricorrenza cui è intitolata l'antica fiera e che non verrà festeggiato quest'anno causa recente regolamento municipale passante fiere e mercati al week-end (!), lunedì 25 novembre 2013, alle ore 17, da Porta Manin, antica porta urbana affacciata al "Zardin Grant" dove la festa fu trasferita nel 1486 dai prati della chiesetta di Santa Caterina sul Cormor, muoverà, in breve corteo simbolico verso la Loggia municipale, una delegazione popolare con labari sociali, recante un'insegna civica bianconera con surriportate in sintesi le istanze di promozione della tradizionale fiera udinese, raccolte tra la cittadinanza dai coordinamenti dei cinque "quintieri" territoriali del Fogolâr Civic. L'insegna sarà consegnata alle autorità comunali all'ingresso della Loggia del Lionello. Un gesto originale, simbolico eppure concreto, per richiamare, oltre la debita polemica, le Amministrazioni municipali - maggioranze, opposizioni e corpo burocratico - ad una seria e lungimirante attenzione e ad una promozione coerente e partecipata dell'identità e delle tradizioni comunitarie, promozione che tenga conto del consiglio e della collaborazione delle tante espressioni e organizzazioni della società civile, cosa nella pratica tuttora di là da venire in senso compiuto. A seguire, presso il Bar Savio di Piazza XX Settembre, une delle sedi abituali di ritrovo del Fogolâr Civic, il socio Franco Dorigo, cultore di cose locali, presiederà un incontro dedicato alle memorie cittadine individuali e collettive legate alla fiera di Santa Caterina. Così il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", facedonsi interpreti del sentire di tanta cittadinanza ed associazionismo, rispondono al Comune sul "caso" di Santa Caterina non con uno schiaffo, ma con una mano tesa… che sarebbe offensivo non stringere.

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