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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Ricordato a Udine chi salvò Palmanova nel 1945

Fogolâr Civic rinnova l'omaggio alla memoria di mons. Merlino e di quanti altri contribuirono al salvataggio della città stellata, monumento rinomato del Friuli in tutto il mondo.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Palmanova, la celeberrima città-fortezza stellata friulana progettata per conto di Venezia da Giulio Savorgnan non esisterebbe più se, dopo estenuanti trattative condotte nella notte tra il 24 e il 25 aprile 1945, l'arciprete locale mons. Giuseppe Merlino, offrendo la sua stessa vita in cambio, non avesse dissuaso i nazisti in ritirata dall'intento di farla saltare in aria. A Udine, in occasione della tradizionale Festa di San Marco, non solo patrono della Serenissima, ma prima ancora di Aquileia e del Friuli oltreché della Mitteleuropa, il 25 aprile 2018, una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidata dal prof. Alberto Travain, anche in rappresentanza del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl”, ha appositamente deposto un mazzo di rose presso la locale colonna marciana, al chiaro scopo di rendere omaggio – come nella dedica – “a bons. Merlino e a ducj chei che a àn salvade Palme”. Ogni anno, dal 2012, da quando, per iniziativa del suo presidente, il Fogolâr Civic ha riproposto la memoria storica e leggendaria delle vicende che portarono al salvataggio di uno dei monumenti del Friuli chiaramente più noti al mondo, il sodalizio, nell'anniversario, ha reso omaggio,alla tomba dell'arciprete con una deposizione floreale ed un momento commemorativo presso la suggestiva chiesa palmarina di San Francesco. Quest'anno, invece, la commemorazione s'è fatta a Udine, omaggio del popolo della capitale friulana a chi salvò dalla distruzione la “città ideale” realizzata in Friuli dalla civiltà europea del Rinascimento per fronteggiare l'avanzata ottomana nel cuore del Continente. Il tutto, non a caso, nel giorno di San Marco, per motivi anche diversi, caro alla storia e alla cultura di entrambe le località. Particolarmente pregnante la testimonianza di don Tarcisio Bordignon, notissimo sacerdote udinese nativo di Palmanova, oggi anche cappellano onorario del Fogolâr Civic, che fu discepolo di mons. Merlino, di cui ha ricordato la grande statura morale di pastore e di uomo di carità, cosiddetto “Leone di Palmanova”, spesosi per salvare da nuovi barbari l'eccezionale propugnacolo friulano di Venezia. Alla cerimonia sono intervenuti anche il cameraro presidente dell'Arengo udinese, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, leader tra le altre del Club per l'Unesco di Udine, il procuratore vicepresidente arengario dott.ssa Maria Luisa Ranzato nonché i consiglieri popolari Alfredo Maria Barbagallo, Jolanda Deana, Luisa Faraci, dott. Carlo Alberto Lenoci, Luigina Pinzano. Il Servizio Cerimoniale del Fogolâr Civic era presente nelle persone dei collaboratori Manuela Bondio, Marisa Celotti, Milvia Cuttini, Renata Marcuzzi, Eugenio Pidutti, Paola Taglialegne Tra gli intervenuti, anche il geom. Sergio Bertini, presidente provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro e la sig.ra Mirella Valzacchi, del coordinamento euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis”.

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