Sculture nate da materiali di scarto: la prima edizione del Premio Midolini

Selezionati i dieci artisti per le opere di scultura e Land-Art che saranno posizionate ad agosto nell'area dell'ex opificio di San Gottardo a Udine

Sculture e opere di Land-Art create da materiali di scarto. Questa la prima edizione del Premio Midolini, che ha selezionato la rosa dei dieci artisti friulani che andranno ad abbellire l'area dell'ex opificio di San Gottardo a Udine, di proprietà della famiglia Midolini.

Gli artisti

Marina Battistella, Elena Clelia Budai, Marco Ciani, Maria Grazia Collini, Elena Cossetto, Fabio Comelli, Bepi Fattori, Marco Mantesso, Massimo Poldelmengo e Graziella Ranieri sono gli artisti scelti che concorreranno all'assegnazione del premio. La prima edizione dell'iniziativa si realizzerà ad agosto, con la consegna delle opere. La cerimonia di presentazione del progetto e la consegna del premio ai primi tre classificati, invece, avverrà i primi di settembre, grazie al parere di una giuria di esperti nel settore artistico.

Ripresa della vita cultura

Parole di apprezzamento riguardo al progetto di Raffella Midolini e dei suoi collaboratori, sono arrivate anche dall'assesore alla Cultura, Fabrizio Cigolot: "L'iniziativa risponde con concretezza all’esigenza di riprendere la vita culturale dopo il ‘lockdown’, di riconoscere il ruolo degli artisti e, attraverso le loro opere, di rivalutare un ampio spazio industriale ormai dismesso, parte della più ampia e significativa azione di riqualificazione dell’area est di Udine”.

Il sindaco

Questa iniziativa assume in questo momento un doppio e importante significato – commenta il primo cittadino, Pietro Fontanini -: da un lato simboleggia il ritorno alla normalità dopo la difficile fase che abbiamo attraversato in questi mesi; dall’altro, il ritorno di parti sempre più consistenti del territorio comunale nella disponibilità della cittadinanza. Il fatto, poi, che, attraverso l’ideazione del Premio Midolini, si sia scelto il linguaggio universale dell’arte valorizzando allo stesso tempo i nostri talenti friulani, dimostra la particolare sensibilità che guida la proprietà in questo storico recupero. Un grazie va a Raffaella Modolini per il suo impegno e per l’amore che sta dimostrando verso la città di Udine”.

Riqualificazione dell'area

Ho una voglia matta di fare ciò che gli altri non fanno: era questo il motto di mio padre, Lino Midolini, decano degli imprenditori friulani, ed è a lui che è ispirato l’ambizioso e innovativo progetto di riqualificazione che mira a restituire alla città di Udine il comprensorio IFIM, all’interno del parco del Torre, nel quartiere di San Gottardo”, spiega Raffaella Midolini titolare della IFIM s.r.l e ideatrice del concorso. “Oltre ad essere stato un grande esempio di capacità imprenditoriale – continua -, mio padre ci ha insegnato la 'cultura del fare' che ho voluto trasformare in chiave attuale nel 'fare cultura'. La nostra filosofia aziendale si avvicina ormai da anni al tema delle energie rinnovabili e alla sostenibilità – aggiunge l'imprenditrice -, dunque ho voluto dare un segno forte della possibile unione tra imprenditoria e responsabilità sociale, promuovendo la produzione di opere d’arte nate dal riuso per riportare a nuova vita i materiali di scarto. E tutto questo nel contesto della riqualificazione di uno spazio urbano, con la sua architettura storica, che nel corso di questa e delle prossime edizioni verrà arricchita dalla bellezza dell’arte”.

Artisti locali

Nata per celebrare la figura dell’imprenditore e grande mecenate d’artisti soprattutto locali, la prima edizione del Premio Midolini presenta alla preselezione una rosa di creativi quasi esclusivamente a Km 0, fatta eccezione per Marco Mantesso originario di Bassano Del Grappa, a dimostrazione della promessa di apertura oltreconfine delle prossime edizioni”, sottolinea l’artista udinese Valentina Azzini, curatrice del progetto: “Sono tutti maestri e maestre nella trasformazione dei rifiuti in opere d’arte – commenta Azzini - e questa prima edizione mira a inaugurare, attraverso le sculture prodotte dai dieci artisti, l’opera di riqualificazione dell’area dell’ex opificio che di anno in anno si renderà sede fruibile per l’arte in ogni sua declinazione. Abbiamo già in cantiere la seconda edizione per il 2021 – annuncia la curatrice -, che riguarderà con ogni probabilità opere di Street Art sugli edifici dismessi”.

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Dal mese di settembre sarà possibile a chiunque accedere agli spazi espositivi per visite guidate in giornate e orari che verranno presto comunicati sul sito e sui social che pubblicizzano l’evento.

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