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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Predis, il film in lingua friulana in 11 sale della regione

L'ultimo lavoro del regista friulano Massimo Garlatti-Costa ha iniziato il tour che conterà otto comuni di tre province del Friuli

E' uscito la scorso novembre in prima assoluta a Suns Europe, e ora continua il suo tour per la regione. Si tratta di "Predis. La nazione negata", ultimo lavoro del regista friulano Massimo Garlatti-Costa interamente in lingua friulana.

Il film

Prodotto da Raja Films e Belka Media, e realizzato con il supporto di ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, Fondo Regionale dell’Audiovisivo Fvg, Film Fund - Film Commission Fvg, Glesie Furlane, il film ha iniziato il tour grazie alla collaborazione di Visioni d'insieme Circuito Cinema Fvg, che coinvolge le sale cinematografiche e le associazioni di otto comuni in tre province del Fvg.

Date e luoghi

Dopo la prima tappa dello scorso primo febbraio a Spilimbergo e del 4 febbraio a Codroipo, Predis sarà proiettato allo Splendor di San Daniele del Friuli (l’11 febbraio alle 21), al cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli (il 19 alle 21), fino al Pier Paolo Pasolini di Cervignano del Friuli (il 21 alle 17.30 e alle 20). La prima tappa in provincia di Gorizia è in programma a Cormons, al cinema Teatro Comunale, il 2 marzo alle 21. Seguirà la provincia di Pordenone con San Vito al Tagliamento (cinema Zotti, il 3 marzo alle 21) e Casarsa della Delizia (cinema Teatro Pasolini il 5 marzo alle 21). Nuovo appuntamento in Carnia, a Tolmezzo, al cinema David, il 12 marzo alle 20.30. Lunedì 16, invece, al Centrale di Udine, alle 20. In chiusura, ultimo appuntamento a Maniago, al cinema Manzoni, il 17 marzo, alle 21.

La trama

Il film è il prequel di "Missus, l'ultima battaglia", pellicola del 2017 sempre di Garlatti-Costa che racconta la lunga battaglia dei preti di Glesie Furlane per il diritto di pregare nella propria lingua. Come il primo film, anche Predis vuole raccontare la storia del Friuli e dei friulani che hanno lottato per la loro identità. "Attraverso un viaggio nel ‘900, Predis racconta la storia di tre preti friulani, don Giuseppe Marchetti, don Francesco Placereani e don Antonio Bellina che hanno dedicato la loro vita al Friuli e alla sua gente, insegnando la storia, la lingua e la cultura e, soprattutto, insegnando a riconoscere la propria identità e a lottare per essa", ha spiegato il regista. Predis propone una fotografia in bianco e nero che richiama un Friuli dimenticato ma eterno, abitato da persone che vivono e lavorano ancora a contatto con la terra. Una scelta dell’autore che così ha voluto "rappresentare il Friuli attuale, diverso purtroppo da quello che avrebbero desiderato i tre preti protagonisti. Un Friuli che ho voluto rappresentare in modo essenziale, crudo, quasi atavico. Le uniche riprese a colori sono quelle d’archivio in 8mm, che ci fanno vedere il Territorio al tempo dei tre preti". Uomini illuminati che avevano "anticipato i tempi e i pericoli che il futuro avrebbe portato. Proprio con questa visione i tre sacerdoti hanno cercato di far capire allo loro gente quanto importante fosse lottare per i propri diritti, la propria libertà di espressione, di lingua e cultura". Nel frattempo è in fase di sviluppo il terzo atto della trilogia, quello finale: “Aquilee, la nascita di un popolo” che racconterà la base fondativa dell’identità friulana.

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