Il cammino di Pietro: la mostra di arte sacra chiude con 20 mila visitatori

A sorpresa è arrivato anche Vittorio Sgarbi. A Illegio visitatori da tutta Europa per l'esposizione, curata da don Alessio Geretti. Forte l'interesse verso i temi legati all'esistenza. "Dipingere il mistero" chiude il 20 ottobre

Conclusasi domenica scorsa, la mostra “Il cammino di Pietro”, nonostante la crisi, ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico confermandosi, con quasi 20mila visitatori, una delle più importanti esposizioni di arte sacra organizzate in Italia. Nei 5 mesi della mostra a Illegio, il piccolo borgo montano che ospita le ambiziose iniziative del Comitato di San Floriano, sono arrivati visitatori da tutta Italia e da tutta Europa, in prevalenza dalle vicine Austria e Germania, ma anche dalle vicine repubbliche slave, da Francia, Spagna, Svizzera, Olanda e addirittura significative presenze da Turchia, Regno Unito e Repubbliche Baltiche, Lettonia in testa, senza dimenticare le visite fuori dal nostro continente con presenze anche da Australia e Stati Uniti.

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I dati registrati attestano dunque come l’arte sacra possa muovere imponenti e eterogenei flussi di appassionati in quanto nelle sue migliori espressioni non si limita al tema dell’adorazione di Dio, ma si rivolge alle grandi questioni dell’esistenza e al loro senso metafisico, alla vita umana, al senso della vita e della morte. Una curiosità, la mostra nel suo ultimo giorno di apertura (domenica 6 ottobre) ha registrato in extremis anche la visita a sorpresa del celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi.
 
“Il cammino di Pietro”, mostra ufficiale dell’Anno della Fede, ha saputo raccontare la fede come un’avventura incantevole e drammatica, attraverso un percorso incredibile che ha trasportato i visitatori alla scoperta delle quaranta opere, da Oriente e Occidente, ripercorrendo la storia della cristianità dal IV fino al XX secolo. Dipinti e sculture di artisti d’eccezione quali Lorenzo Veneziano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Gerrit van Honthorst, il Guercino, Simon Vouet, Battista Caracciolo, Dirck Van Baburen, Mattia Preti, Vasilij Dmitrievic Polenov, Eugéne Burnand. Tra le opere, diversi inediti che nel corso della mostra sono state di particolare interesse anche per i numerosi storici dell’arte arrivati a Illegio. Aspettando la prossima esposizione prevista il prossimo anno a Illegio che dovrebbe vertere su “I monti di Dio” dal Sinai della rivelazione al Calvario della crocifissione, un’altra importante mostra organizzata dal Comitato di San Floriano e parallela a quella di Illegio è ancora visitabile: si tratta della mostra “Dipingere il mistero”, in programma fino a domenica 20 ottobre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate di Udine.
 

 

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