Opere anti-dissesto: al via una mostra degli ingegneri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Le opere di consolidamento del dissesto franoso di Salars a Ravascletto, il bacino di espansione del Cormor e quello di laminazione delle piene del rio Rivolo a Buttrio, la cassa di espansione sul rio Tampognacco a Fagagna, il consolidamento della frana di Tesa in val Resia. Solo alcuni dei 15 esempi di opere di difesa dai dissesti idrogeologici, ieri in mostra, sotto forma di poster, nel Palazzo della Regione di Udine in occasione di un seminario promosso dall’ordine degli Ingegneri.

«Quel tipo di interventi, a partire dall’emblematico ponte bailey di Pietratagliata, costruito in 8 giorni nell’estate 2003 dopo l’alluvione in Alto Friuli – spiega il coordinatore del seminario Francesco Alessandrini –, dimostrano il ruolo della nostra professione a tutela del territorio. Le 15 fotografie verranno fatte circolare anche fuori regione in una rassegna itinerante che vuole trasmettere il messaggio di un Friuli Venezia Giulia capace di lavorare bene sul fronte della prevenzione, ma anche quando gli eventi calamitosi non sono prevedibili». «Non è vero infatti che si fa poco o nulla e male per difendersi dai dissesti. Al contrario qualcosa si fa, e spesso anche bene», aggiunge Vittorino Boem, presidente della quarta commissione consiliare, ricordando come «a fronte di precipitazioni, lo scorso autunno, ben superiori a quelle di Genova, il Fvg ha confermato la solidità del suo sistema di difesa».

Che cosa chiedono gli ingegneri alla Regione? «Siamo disponibili a collaborare con gli uffici pubblici prima che vengano approvate leggi e decreti normativi – sottolinea il presidente provinciale Stefano Urbano rivolto alla direttrice centrale Ambiente Magda Uliana, ieri a convegno  –. Sin dalle linee guida possiamo dare un contributo di conoscenza».

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