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Lillo e Greg

Lillo e Greg

Lillo e Greg pronti a divertire il pubblico udinese con il loro ultimo spettacolo

Lunedì sera al teatrone - con l'organizzazione in condivisione di Teatro Contatto e Teatro Nuovo Giovanni da Udine - va in scena Il nuovo spettacolo di Lillo e Greg "La fantastica avventura di Mr. Starr", pronto a farvi morire dalle risate. Ne abbiamo parlato proprio con Greg, che ha raccontato diverse cose

È da poco passato nei cinema il vostro ultimo film “Un Natale stupefacente”, che ha avuto un grande riscontro tra il pubblico. Sull’onda di questo successo siete partiti con questa tournée nei  teatri, cosa deve aspettarsi il pubblico friulano? «Beh sicuramente tante risate, come per gli altri spettacoli. Questa volta il vero protagonista è Lillo (Mr. Starr), che il giorno del suo cinquantesimo compleanno riceve uno strano libro in codice che lo porterà ad affrontare una serie di avventure assurde e a conoscere molti personaggi bizzarri. Ci saranno molti effetti scenografici».

Rimaniamo sulla questione Teatro, come vi rapportate col “mezzo”? Lo affrontate in maniera divertente come la radio o con una serietà diversa e un rispetto maggiore per il luogo in cui reciterete? «Lo viviamo come fosse un varietà stile “Alto gradimento”, come avviene in radio circa. Magari lì siamo più liberi, partiamo da un canovaccio e possiamo improvvisare un po’ di più. In teatro le improvvisazioni sono minime e può esserci del lavoro supplementare dietro, perché tutto deve funzionare alla perfezione. C’è più rigore perché dobbiamo stare attenti alle scenografie, dobbiamo rispettare le luci e i vari effetti».

Ormai siete artisti poliedrici, la vostra carriera è iniziata scrivendo fumetti e suonando in una band, poi siete passati alla radio e si sono aggiunti pure la televisione, il cinema e il teatro. In questo senso qual è il campo in cui vi esprimete al meglio, vi sentite più a vostro agio ed emerge la vostra comicità? «Io sicuramente mi trovo più a mio agio con la musica e con il teatro. Lillo preferisce il cinema, si diverte un sacco. Invece il mondo in cui riusciamo ad esprimerci meglio, assieme,  è sicuramente la radio!».

La comicità si divide in più categorie e voi appartenete al filone “demenziale”. Come vivete questo ruolo? Riuscite poi nella quotidianità anche ad esser seri? «Certo che riusciamo a essere anche seri. Però quando hai a che fare con questa comicità surreale ogni giorno, poi diventa quasi un abito mentale e uno stile di vita da cui è difficile staccarsi. È bello osservare la vita da questo punto di vista e noi siamo riusciti a trasformare ciò in lavoro. Per fare questo c’è bisogno comunque di serietà e ricerca. La nostra fortuna è che possiamo dedicarci all’umorismo, studiando e prendendo spunto dalle commedie di Plauto, dalla commedia dell’arte (altri riferimenti) per poi poterci migliorare. La fortuna di poter associare lo studio e il divertimento al servizio del nosto lavoro».

Ultima domanda, per chiudere la conversazione: avete chiesto al vostro collega Antonello Dose (Il ruggito del coniglio, Radio2), friulano d’origine, di consigliarvi un posto dopo si mangia un ottimo frico?  «(risata) No, caspita non c’avevo pensato, a dir la verità conosco meglio Presta, però la prossima volta glielo chiederemo!».

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