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“Carlo Campari. Ufficiale di cavalleria da Capodimonte alla battaglia di Pozzuolo”

Presentato nella sede del reggimento “Lancieri di Novara” il libro

Venerdì 13 gennaio, nella caserma “A. L. Paglieri” di Codroipo è stato presentato, il libro “Carlo Campari. Ufficiale di Cavalleria da Capodimonte alla battaglia di Pozzuolo” scritto dal Dott. Alessandro Gradenigo.

Il libro narra le vicende della vita di Carlo Campari, Ufficiale di Cavalleria del Regio Esercito e 30° Comandante del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°), che s’intrecciano, nell’Italia dell’inizio ‘900, dapprima con quelle della vita di corte di Casa Savoia e, in particolare, della reggia di Capodimonte del II duca d’Aosta, Emanuele Filiberto, e di sua moglie Elena d’Orleans, e poi con gli epici avvenimenti della I Guerra Mondiale.

In particolare, il libro si sofferma sugli episodi successivi alla disfatta di Caporetto, quando i Lancieri di Novara, al Comando del Col. Campari, il 29 - 30 ottobre 1917, a Pozzuolo del Friuli, bloccarono l’avanzata del nemico e consentirono alla Terza Armata di ricostituirsi oltre il Piave. Per quegli eroici fatti d’arme lo Stendardo dei Bianchi Lancieri e lo stesso Colonnello Campari vennero insigniti della Medaglia d’Argento al Valor Militare. 
 
A fare gli onori di casa ai numerosi ospiti accorsi, tra cui la dott.ssa Tiziana  Cividini, Assessore alla cultura della città di Codroipo, il Col. Francesco Tanda, 81° Comandante del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°),  che ha introdotto la presentazione del libro sottolineando come, pur nelle grandi differenze tra vita all’interno di un Reggimento di Cavalleria dei primi anni del ‘900 con la realtà attuale, i principi, i valori e lo spirito che animò quei Bianchi Lancieri sono tuttora vivi e sempre presente nei cuori di chi oggi ha la fortuna di servire lo stesso Stendardo. Il Col. Tanda ha, inoltre, evidenziato come questo volume e le sue immagini, con dovizia di particolari, portano a meditare e a immedesimarsi nel contesto di quegli anni e comprendere che coloro che hanno preceduto gli attuali Bianchi Lancieri, hanno indicato la via da seguire, una via fatta di sfide sempre più ardue, proprio come indica il motto del Reggimento: “Albis Ardua” (ai Bianchi le cose difficili). 

Prima della presentazione del libro, con una sobria cerimonia, è stata intitolata al Col. Carlo Campari, una delle due sale storiche del Reggimento. L’altra è stata dedicata al Colonnello Carlo Pagliano, Comandante dei Lancieri di Novara durante la II Guerra Mondiale quando, nell’agosto 1942 sul fronte russo, i Bianchi Lancieri si sono distinti per valore e spirito di sacrificio nel contrastare le forze nemiche facendo meritare allo Stendardo prima una Medaglia d’Argento e subito dopo una Medaglia d’Oro al Valor Militare. 
 

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