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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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La Julia ricorda le vittime del terremoto nel 46° anniversario del sisma

Cerimonia per i militari deceduti nel crollo della Caserma "Goi-Pantanali" di Gemona con la scossa del 6 maggio 1976. La Cerimonia nuovamente aperta a parenti e sopravvissuti dopo i due anni di pandemia

Sono state ricordate oggi nella caserma “Goi-Pantanali” di Gemona del Friuli, dove erano di stanza, le trentatré vittime militari del terremoto che colpì il Friuli qualche minuto dopo le 21 del 6 maggio 1976. Di concerto con il comitato spontaneo di congiunti e di ex-commilitoni delle vittime, il Comando Brigata Alpina “Julia” ha organizzato la cerimonia che si tiene annualmente con una forte e sentita partecipazione di pubblico.
Nelle sue parole, il Generale di Brigata Fabio Majoli, Comandante della “Julia”, ha voluto ricordare il sacrificio delle vittime, sottolineando come gli stessi soldati, sebbene colpiti così duramente, parteciparono attivamente alla ricerca e al soccorso dei commilitoni coinvolti dal crollo delle palazzine ed intervenendo anche a favore della comunità di Gemona, sia nell’immediato, sia nella piena emergenza dei mesi successivi.
Dopo la Santa Messa, le autorità intervenute, con in prima fila la Medaglia d’Oro al Valor Militare, professoressa Paola Del Din e i rappresentanti della Giunta Regionale, hanno affiancato il Generale Majoli e il Sindaco di Gemona, Roberto Revelant, nella deposizione di una corona al monumento ai caduti.

La partecipazione dei Comandanti e delle Bandiere di Guerra delle unità alpine all’Adunata Nazionale del 150° di fondazione del Corpo, in programma la prossima settimana a Rimini, ha imposto la programmazione anticipata rispetto alla Messa nel Duomo di Gemona che si terrà, come tradizione, alle 21 del 6 maggio, seguita dai 400 rintocchi delle campane a ricordo delle vittime che fecero della cittadina pedemontana la “Capitale del terremoto”. Nel complesso, le vittime dell’Orcolat (l’orco della tradizione popolare), come i Friulani chiamano il catastrofico terremoto, furono circa mille.

Dei militari periti, la maggior parte erano della “Julia”: artiglieri da montagna dei Gruppi “Conegliano”, “Belluno” e “Udine” (il 3° artiglieria da montagna venne insignito della Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito per il soccorso prestato a favore dei terremotati), genieri alpini della Compagnia Pionieri e autieri alpini del Battaglione Logistico. Assieme a loro nel tragico destino, ci furono anche fanti dei battaglioni 7° “Cuneo” e 73° “Lombardia” ed un elicotterista canadese, precipitato a bordo del proprio velivolo. 


 

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