La bellezza dell'arte in totale sicurezza, "Astratto lirico" all'ARTTtme

Nonostante i tempi difficili l'attività espositiva della Galleria ARTtime di Udine cerca di proseguire, ovviamente nel totale rispetto delle misure di sicurezza. Tre semplici regole: mascherina obbligatoria, massimo 5 persone presenti all'interno contemporaneamente (ovviamente mantenendo la distanza di almeno un metro l'uno dall'altro), soluzione idroalcolica per l'igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori.

La nuova mostra collettiva (a vocazione internazionale) è interamente incentrata sulla pittura di genere astratto e informale; l'allestimento permetterà di apprezzare appieno le peculiarità stilistiche di ciascun/a artista instaurando anche un dialogo/confronto con gli altri/le altre colleghi/e con cui condivide lo spazio. Esporranno le loro opere: Ernestine Faux, Cornelia Komor, Dorette Polnauer, Alessandro Priolo, Francesco Savinelli, Brigitta Stritezsky, Manfred Walter.

Sembra che i dipinti di Ernestine Faux abbiano radici precise nella ricerca. Sulla soglia del suo spazio di immagine, lo spettatore è di solito accolto da forme geometriche semplici, dipinte con grande precisione in alcuni casi e più dolcemente e diffusamente in altri: cerchi, ovali, quadrati, rettangoli, rombi, onde, strisce, linee, parallelogrammi ecc. Eppure queste "basi sulla forma" raramente appaiono come solidi monocromi, ma più spesso come una struttura interna apparentemente pittoresca che risulta principalmente da una sfumatura ricca di sfumature composta da varie tonalità di grigio. Anche i titoli dei vari cicli di lavoro inducono ad aspettarsi che l'artista ha un repertorio emozionale altrettanto ricco di sfumature: "colore lucido", "portali", "luoghi", "onde", "diamanti", "ritmo cardiaco" e simili.

All'inizio del processo creativo di Cornelia Komor c'è l'infinita abbondanza delle più diverse possibilità: spruzza, stucca, lavora sul bagnato e si gode la libertà di poter fare tutto. Quando la vernice si è asciugata, ha un'abbondanza quasi caotica, simile alla vita reale, ora trova una situazione che deve affrontare. Si tratta di entrare in dialogo, di continuare il processo che è iniziato, di sprofondare nelle possibilità esistenti, di sentire le possibilità, di riconoscere le potenzialità e infine di far emergere il miglior risultato del momento. Questa fase del suo lavoro è meditazione e lotta allo stesso tempo. L'immaginazione, la creatività, la soluzione dei problemi, la disponibilità al compromesso, tutta la gamma di possibilità della vita è richiesta e persegue l'obiettivo di creare un quadro unico.

In Dorette Polnauer l'approccio meditativo predomina chiaramente nella pittura. Le sue opere irradiano calma unita a una tesa trascendenza. Gli sfondi monocromatici, simili a smalti, corrispondono alle dolci forme geometriche del cerchio. Dorette Polnauer si muove istintivamente in una forma speciale di espressionismo lirico, che punta alla riproduzione di sentimenti, emozioni ed esperienze sulla tela. L'artista elabora ripetutamente la propria infanzia nelle sue opere: la raffigurazione di una camicia che sembra muoversi dolcemente al vento è un simbolo del confronto. Allo stesso tempo, la camicia è anche l'unico riferimento personale della presenza dell'artista nel quadro. Lo spettatore può così immergersi completamente negli spazi di colore e nella profondità delle opere di Dorette Polnauer.

Lo stile che caratterizza le opere di Alessandro Priolo è informale, talvolta intriso di espressionismo astratto. L'informalità, come la propria arte, lo rendono libero. I messaggi e le emozioni che l'artista vuole trasmettere sono diversi; a volte riguardano un forte impatto energetico, una certa forza e dinamismo (energia sprigionata dalla forza e dall'intensità del colore), altre volte denotano una ricerca spirituale, atta alla costruzione della propria "essenza interiore". La forza e la gestione del colore rappresentano per Alessandro Priolo, un modo per andare oltre la creatività stessa, per raggiungere il mondo dell'armonia. La libera ed istintiva espressività è volta al raggiungimento dell'equilibrio e della conoscenza di un mondo che trascende la realtà e lo carica di concetti nuovi.

Francesco Savinelli nasce a Roma nel 1952. Fin dall'età giovanile si dedica alla pittura e stringe amicizie con vari artisti romani, in particolare con Tommaso Cascella. Approfondisce la sua preparazione artistica presso il maestro Emilio Tonissi studiando anche la tecnica dell'incisione. Da diversi anni si reca in Germania per tenere corsi d'incisione e le sue opere sono presenti presso gallerie e collezionisti in Italia, vari Paesi d'Europa e Stati Uniti. Francesco Savinelli opera sullo spostamento progressivo delle componenti stilistiche, pratica una pittura che tende a portare alla percezione visiva tutti i dati sensibili, per cui il quadro diviene punto d'incontro e di espansione di motivi culturali ed elementi sensibili ed appare attraversato da "temperature" differenti: caldo e freddo.

Brigitta Stritezsky è nata a Linz e ha studiato medicina a Innsbruck; ha lavorato come medico per più di 20 anni con persone affette da malattie cardiache e polmonari e dal dicembre 2016 è in pensione. Nel 2009 ha cercato per la prima volta di portare emozioni sulla tela, è così che ha creato i primi "quadri di rabbia" rossi e di grandi dimensioni. Dopo la rabbia – primo stimolo provato – l'artista sente la pace interiore quando dipinge, riempiendo di colore le tele. Ora Brigitta Stritezsky si gode la libertà dei colori quasi quotidianamente nel proprio studio, la musica la accompagna sempre. «Siamo circondati dai colori. I colori determinano la nostra mente, il nostro atteggiamento, la nostra vita. Da quando ho scoperto il mondo della pittura acrilica, dipingo la memoria, il presente e la visione».

Attualmente Manfred Walter sta sperimentando una fusione di arte astratta e di arti performative e lavora sia a mani nude, sia anche con la tecnica del pennello e dell'aerografo. La sua tecnica pittorica preferita è l'acrilico su tela. Per Walter è importante poter continuare a lavorare velocemente: la vernice acrilica con il suo tempo di asciugatura veloce è perfetta per questo. Quando l'artista viennese lavora su un'opera, dopo poco tempo affonda nella pittura e inizia un processo di puro fluire. Da questo momento in poi lui non decide più consapevolmente cosa vuole dipingere, ma semplicemente lascia che ciò accada da solo. L'artista non si orienta seguendo la “moda” o ispirandosi a dipinti di altri artisti, ma si lascia guidare esclusivamente dalla propria ispirazione.

La mostra sarà visitabile dal 30 ottobre al 12 novembre 2020 presso la Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19:00 e dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Ricordando le regole sopra menzionate: mascherina obbligatoria, massimo 5 visitatori presenti contemporaneamente all'interno, soluzione idroalcolica per l'igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori. Ingresso libero.

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