L'8° Reggimento alpini sui sentieri della Grande Guerra

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Riannodare i fili dell’alpinità”. "Dopo tre giorni di strada ferrata ed altri due di lungo cammino, siamo arrivati sul Monte Canino e a ciel sereno ci tocca riposar". Così recita un classico canto di montagna dalla forte carica emotiva ed evocativa nato nelle trincee della Grande Guerra e rimasto vivo nella memoria delle Penne Nere. Gli Alpini dell'Ottavo reggimento si sono cimentati in una marcia continuativa di 4 giorni che prevedeva l'ascensione del Monte Canin, lungo la ferrata "Julia" e ripercorreva le valli e i sentieri che più di cento anni fa hanno segnato le sorti di giovani soldati impegnati al fronte. Guidati dal proprio Comandante, Colonnello Franco Del Favero, gli alpini dell’Ottavo hanno percorso un totale di 60 km attraverso sentieri che li hanno portati ad affrontare un dislivello complessivo di 4000 metri. Quattro giorni fisicamente provanti, che hanno permesso sia di addestrarsi in un ambiente impervio che di sfruttare l’occasione per "riannodare i fili dell'alpinità", intesi come il legame con il territorio, le associazioni d'arma, le amministrazioni locali che hanno ben risposto al passaggio degli alpini attraverso i loro territori. Da Sella Nevea al Rifugio Gilberti proseguendo fino in vetta al monte Canin per poi continuare il giorno successivo verso Stolvizza. Da qui passando sotto costa ai monti Chila, Stregone e Nische si è giunti a Sella Carnizza. L’ultima tappa prevedeva l’ascesa sulla vetta del Monte Zaiavor per concludere la marcia al Passo Tanamea. Durante la Grande Guerra queste stesse zone venivano interessate da alcuni dei più tristi eventi del primo conflitto mondiale. Infatti quella del Canin, a ridosso del Canal del Ferro e della Val Resia, fu da subito ritenuta una posizione fondamentale per il controllo delle principali vie di accesso tra l’allora Impero Austro-ungarico e il Regno d’Italia. Il 24 maggio 1915 dopo asprissimi combattimenti vennero conquistate Sella Prevala e Sella Rombon, il Monte Guarda e Casera Caal che domina Uccea e la stretta di Saga. Le truppe Italiane si stabilirono sulle posizioni raggiunte lungo la linea del Monte Cregnedul, Val Rio del Lago, Sella Nevea, Monte Canin e Monte Rombon. La linea del fronte rimase immutata sino ai fatti di Caporetto del 24 ottobre 1917, quando a Sella Prevala gli alpini opposero un’accanita resistenza. Il giorno successivo entrò in combattimento la 3^ Divisione “Edelweiss” che si attestò sui Monti Nischinarch, Caal, Chila e fino a Passo Tanamea. Seguirono dei violentissimi scontri e le posizioni italiane furono occupate, con elevatissime perdite da entrambi gli schieramenti e, Il 26 ottobre, Sella Carnizza cadde in mano austriaca. Nella notte del 29, atteso lo sfilamento degli ultimi reparti dislocati nella Val Fella, fu fatto esplodere il ponte di Resiutta. Agli scontri nell’area del Canin ed in Val Resia parteciparono circa 12.000 austro-tedeschi contro meno di 9.000 soldati italiani. Questa resistenza contrastò e logorò le truppe avversarie per ben quattro giorni, permettendo la ritirata delle altre truppe italiane oltre il fiume Tagliamento e da qui verso il Piave. “Un reggimento friulano a vocazione internazionale” L’Ottavo reggimento, uno tra i più decorati tra i reparti Alpini, venne costituito il 1° ottobre 1909 riunendo i battaglioni Cividale, Gemona e Tolmezzo. Partecipò alla campagna di Libia, la Prima Guerra Mondiale (fronte della Carnia, del Trentino e del Monte Grappa) e poi la seconda sui fronti greco-albanese prima e russo poi. Negli anni Novanta fu chiamato a operare dalle pianure africane del Mozambico ai monti della Bosnia. Negli anni Duemila, invece dal Kosovo, fino alla valle del Murghab in Afghanistan. Al giorno d’oggi dove il concetto di “Dual Use” è sempre più marcato, si è resa necessaria la revisione dell’addestramento in montagna, a favore di una versatilità d’impiego che vede gli uomini e le donne dell’Ottavo in grado di operare in ogni situazione operativa, compresi i complessi scenari urbani. Difatti, in questi mesi, parte del Reggimento sta operando al fianco delle forze di polizia per la sicurezza della popolazione nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, nel Lazio ed in particolare a Roma, dove la Brigata alpina “Julia”, guidata dal Generale di Brigata Alberto Vezzoli, ha assunto recentemente la responsabilità per il secondo semestre di quest’anno. Se dovesse servire esiste anche un video di 1,50 minuti.

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