Sabato, 18 Settembre 2021
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Riders in Fvg: sono 200 i lavoratori simbolo di un precariato senza diritti

Nelle sedi Cisl di Udine e Trieste, l’iniziativa della Fit Cisl: "Rider, tutto su diritti e trattamento economico". Martedì 16 open day dalle 9 alle 17

Un rider a Udine

Sono circa 200 i riders che lavorano in Friuli Venezia Giulia, ma il loro numero cambia velocemente. Lavoratori spesso ignari dei propri diritti, facili allo sfruttamento. È a loro che la Fit Cisl dedica un’intera giornata, aprendo le proprie sedi di Udine (via Cicconi) e Trieste (piazza Dalmazia), martedì 16 dalle 9 alle 17.

L'appuntamento

Un vero e proprio open day per fare il punto su diritti, trattamento economico, contratto di lavoro.  “L’iniziativa – spiega il segretario della Fit Cisl Fvg, Antonio Pittelli - si svolgerà in contemporanea in tutte le regioni italiane: durante l’open day i rider del Friuli Venezia Giulia potranno venire, previo appuntamento nel rispetto delle norme anticovid, nelle nostre sedi per conoscere il contratto collettivo nazionale che si applica a loro di diritto, ovvero il Ccnl Logistica, Trasporto merci e Spedizione, oltre alle norme di sicurezza, e potranno verificare, assieme ai nostri esperti, se il loro trattamento economico è adeguato al lavoro che stanno svolgendo”.

Una categoria in difficoltà

I riders – si legge in una nota della Fit Cisl - sono una categoria di lavoratrici e lavoratori abbandonati a se stessi e attaccati a una piattaforma che li governa tramite un algoritmo che non hanno il diritto di conoscere. Sono diventati il simbolo di un lavoro precario e pericoloso, ma indispensabile per la società di oggi. Con la pandemia è sotto gli occhi di tutti che la loro attività è incrementata ma anche i rischi connessi con essa, a partire dagli incidenti stradali di cui sono vittime mentre lavorano o si recano a lavorare. “Da anni - commenta Pitelli – come Fit Cisl siamo impegnati in prima linea accanto ai riders: già nello scorso rinnovo del ccnl, quello 2017-2020, abbiamo previsto un capitolato apposta per loro. E non si contano le trattative che abbiamo avviato con le singole aziende. Tuttavia il nostro lavoro da solo non basta: vogliamo rendere i riders più consapevoli dei loro diritti in modo che possano contribuire fattivamente allo sviluppo ordinato del settore ed è per questa ragione che dedichiamo a loro un open day, che sarà il primo di una serie di iniziative”.

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