"Intrecci stilistici", una mostra sul confronto all'Arttime

Continua la ripartenza dell'attività espositiva della Galleria ARTtime di Udine, ovviamente nel totale rispetto delle misure di sicurezza. Tre semplici regole/indicazioni: mascherina obbligatoria, massimo 5 persone presenti all'interno contemporaneamente (ovviamente mantenendo la distanza di almeno un metro l'uno dall'altro), soluzione idroalcolica per l'igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori.

La nuova mostra collettiva dal sapore internazionale ha come obiettivo mostrare quanto stili differenti si possano intrecciare andando a stabilire un dialogo stimolante ed arricchente. Vi prendono parte le artiste e gli artisti: Patrizia Bertoli, Caterina Codato (CMisa), Adriana Ghiraldo, Giuseppe Oliva, Cleo Ruisz, Maria Sole Salvador e Anita Windhager.

La mostra si aprirà con un vernissage sabato 5 settembre alle ore 17:30 presso la Galleria (Vicolo Pulesi 6 a, Udine).

Patrizia Bertoli è nata a Vicenza dove tutt'ora risiede; è appassionata sin da bambina di disegno e pittura, nel 1997 è stata allieva del maestro acquarellista Toni Vedù dal quale ha appreso la magia e la forza della fusione nell'acqua. L'insaziabile curiosità fanno sì che l'artista si approcci al mondo della scultura e ad altre tecniche pittoriche, anche sperimentali, prediligendo comunque sempre l'acquerello dove trova il modo migliore per esprimere il suo mondo interiore attraverso un'interpretazione di notevole intensità segnica e coloristica non priva di interesse verso una ricerca in costante innovazione che l'avvicina all'espressione molto informale e personale. Nel 2003 ha fondato assieme al proprio gruppo di amici acquarellisti l'associazione "Pittori in Acqua" di Vicenza.

Caterina Codato (CMisa) intraprende il percorso artistico nel 2009 affacciandosi in quell’anno al mondo dell’acquerello. La macchia è da subito la traccia che la contraddistingue. Il ritrovarsi attraverso il colore è esplosivo e così anche il foglio, come il mondo, la terra ed il cielo, deve essere necessariamente grande per contenere tutto ciò che sente di far fluire da sé. Al fiore associa pian piano anche i paesaggi, le onde ed il mare e, successivamente, le città con l’utilizzo dell’acrilico spray sposato all’acquerello. Nel periodo del Lockdown (marzo-maggio 2020) segue le lezioni on line sulle tecniche incisorie tenute dalle artiste Roberta Feoli Rupi ed Anna Benedini con le quali perfeziona le tecniche di incisione e di stampa con materiali di recupero e less toxic senza l'ausilio del torchio.

Adriana Ghiraldo sceglie le ossa come nuova via per comunicare l'essenza dell'uomo. Questa scoperta le fa comprendere che ciò che sembra fragile non lo è, ciò che sembra sacro e inviolabile non lo è e diviene materia con cui rappresentare la scoperta che il cerchio a volte si spezza, che la vita non è sempre prevedibile. L'osso è levigato, è ingentilito dalle decorazioni superficiali, talvolta diviene trasparente quasi quanto la testimonianza della verità. E questa verità è che spesso le cose hanno due livelli di lettura, uno più superficiale e uno più profondo e chi sa cogliere l'essenza nascosta alla maggioranza, può avvicinarsi ad essa. Per l'artista: «L'osso diventa simbolo di consapevolezza del limite, esprime stati d'animo vissuti, o puramente teorici; spesso non affrontabili.»

Il fascino dell’infinito – il mare – i riflessi di elementi come il cielo e gli alberi che si riverberano con innumerevoli sfaccettature in una maestosa immensità dalle mille tonalità di blu, queste sono solo alcune delle peculiari caratteristiche rintracciabili nelle opere di Giuseppe Oliva. Nei suoi dipinti a olio su tela realizzati principalmente a spatola, Oliva cerca di catturare un istante emozionale e rappresentarlo per mezzo del colore: lo strumento pittorico – la spatola – viene dallo stesso autore definita «il sismografo delle mie emozioni» in quanto parte, quasi guidata da una forza inconscia e insopprimibile, e con il suo movimento va a fissare sulla tela in modo pressoché automatico il preciso stato d’animo che l’artista prova in quel dato momento.

Cleo Ruisz ha studiato presso la Scuola d'Arte di Vienna e ha avuto come maestri - tra gli altri - Norbert Trummer, Lore Heuermann e Clemens Fuchs. L'artista è anche scultrice, avendo studiato con Karl Sukopp e Ursula Krautwaschl, e cantante professionista. L'ultima produzione pittorica dell'artista austriaca si focalizza sulla figura del cane: il miglior amico dell'uomo, reso monumentale e simpatico allo stesso tempo. I ritratti canini – tutti di grande formato - di Cleo Ruisz ci mostrano dei soggetti padroni della scena, autentici protagonisti dotati di carisma e umorismo. La frase che sintetizza l'operato dell'artista è la seguente: «Mi prendo la libertà di usare l'arte per esprimere ciò che mi commuove, e mi riempie di profonda soddisfazione quando riesco a trasmetterlo».

I “corpi di donna” sono i principali soggetti delle opere di Maria Sole Salvador e sono l'espressione silente delle emozioni femminili, non convenzionalmente espresse tramite i volti, ma attraverso posture, dinamicità, ombre. Il tratto secco e deciso che nasce sottile e diventa più spesso ed intenso, progressivamente viene diluito e “distrutto” da corpose pennellate cariche d'acqua, andando a creare atmosfere eteree, senza confini. Maria Sole Salvador frequenta l'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida dei proff. Carmelo Zotti e Benito Tiozzo e nel 1989 inizia la sua carriera professionale come stilista continuando il percorso artistico: dapprima con chine e inchiostri, poi con gouache e acquerello con tocchi di colore, rappresentando quasi sempre gli amati soggetti femminili.

Dopo aver dipinto ad acquerello, acrilico e olio Anita Windhager ha imparato a fare la pittura alla caseina. Oltre a diverse tecniche di stampa dipinge appunto con la caseina; l'uso di mezzi esclusivamente naturali in connessione con la tela grezza le dà puro piacere. Dipinge, graffia, incide con il pennello sulla tela e da questo supporto giù di nuovo in alcuni punti. Con la matita e l'inchiostro di solito crea figure che sono in parte desiderate o semplicemente casuali. Gli smalti scorrono e si fondono armoniosamente dentro e intorno ai corpi astratti. La vecchia carta è presente in quasi tutti i dipinti (caseina, monotipi o assemblaggi). Le diverse parti di testo e fotografia in combinazione con la sua scrittura a mano e la sua pittura danno vita a una nuova seconda storia per immagini.


La mostra sarà visitabile dal 4 al 17 settembre 2020 presso la Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19:00 e dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Ricordando le regole sopra menzionate: mascherina obbligatoria, massimo 5 visitatori presenti contemporaneamente all'interno, soluzione idroalcolica per l'igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori. Ingresso libero.

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