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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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Massimo Zamboni verso il concerto di Udine: «Amo il Friuli, terra segnata dalla storia»

L'ex chitarrista di Cccp e Csi presenta lo spettacolo "I Soviet + L'Elettricità", in scena il 15 novembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Un comizio musicale che attinge al linguaggio e ai simboli del socialismo reale, a 100 anni esatti dalla rivoluzione russa, per riflettere sul presente: «Non mi interessa fare lo storico, mi interessa riportare quello che era allora all’oggi. Come mai noi parliamo oggi di Rivoluzione?» Massimo Zamboni, ex chitarrista e compositore di Cccp e Csi, torna in Friuli per presentare al pubblico udinese lo spettacolo "I Soviet + L’Elettricità", in scena il 15 novembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. «Forse questo mondo doveva cadere così tanto in basso per darmi ancora di più la forza di volontà per realizzare questo spettacolo. In tempi più comodi e rilassati non avrei trovato la forza e l’esigenza per farlo». Assieme a Zamboni (voce e chitarra), ci saranno Angela Baraldi, Max Collini (voci), Danilo Fatur (performance), Simone Filippi (ritmiche), Simone Beneventi (timpani, vibrafono, ritmiche), Cristiano Roversi (tastiera, basso, programmazioni) ed Erik Montanari (chitarra). I visual sono curati da Carlo Cerri e Piergiorgio Casotti.

L'importanza del linguaggio

Uno spettacolo coraggioso per i nostri tempi, che rimette in vita una precisa rivendicazione di tipo immaginifico: «Quel tipo di immaginario continua ad essere una rivendicazione di vita, per quel che mi riguarda, del tutto necessaria, in parte per bilanciare questo pensiero unico che sta conquistando tutte le nostre facoltà mentali, un po’ perché io sono ancora attratto da quel mondo. Mi sembra giusto ridare importanza ad un linguaggio e a parole (utopia, riscatto, emancipazione) che stanno scomparendo dal nostro vocabolario, e che io sento ancora urgenti e necessarie».

Il pubblico che vorrebbe

Quale pubblico si aspetta Massimo Zamboni? «Io aspiro ad un pubblico molto intelligente e molto curioso, che non ha paura di uscire dai cliché, non ha paura a pensare che la musica non sia soltanto quella televisiva o quella evasiva, che non ha paura a guardare alla storia con occhi interessati. Questo è il pubblico che io vorrei, indipendentemente dall’età».

Una messa in scena, non un concerto

A fare da tappeto sonoro allo spettacolo ci saranno principalmente i brani dei Cccp, una struttura musicale che non darà vita ad un concerto, ma ad una messa in scena: «Ho cercato di estremizzare i toni: ci saranno i momenti in cui saranno necessarie retorica e celebrazione, altri in cui ci sarà bisogno del salto sulla sedia punkettone e infine ci sarà il momento più intimo. I toni saranno molto diversi a seconda di quello che io voglio trasmettere. Ci saranno tutte le messe in scena che servono a smontare l’idea del concerto».

Berlino l'origine

Riassumere 100 anni di storia non è facile, come si risulta credibili alla fine di tutto? «È un' operazione molto difficile, e l'ho affrontata "giocando" molto con me stesso. Senza rete, senza filtri, ho affrontato i pensieri che macino da 35 anni, che partono da quella Berlino che ha generato i Cccp. Ho cominciato a lavorare con le immagini già da qualche anno, è una messa in scena che avevo in mente da tanto tempo. Mi serviva l'occasione adatta per presentarla».

Il rapporto col Friuli

Udine e il Friuli, salvo rare occasioni, oggi sono luoghi molto difficili per eventi ed artisti "alternativi". È molto bello vederli tra le prime scelte per la presentazione dal vivo di questa nuova vostra "fatica": «Udine è stata una città che ha offerto nella sua storia un bellissimo palcoscenico per la musica moderna, ricordo che sono passati tantissimi gruppi di musica prog o rock inglese. Il Friuli è una terra che amo moltissimo ed è una terra segnata dalla storia. Come tutte le terre di confine fa parte dei luoghi “privilegiati” per il passaggio della storia. Ce ne sono tanti di motivi, è un bellissimo posto in cui suonare e ci tengo molto a passare dalle vostre parti».

"I Soviet +L'Elettricità" è uno spettacolo che vuole guardare al passato, pensando al presente, con un occhio rivolto sul futuro: «Mi rendo conto che può essere una buona boccata di ossigeno per tutti quelli che in questo momento stanno annaspando, e io sono tra questi.» I biglietti per lo spettacolo, organizzato da Zenit srl, in collaborazione con il Comune di Udine e il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, sono ancora in vendita sul circuito Ticketone. Info, prezzi e punti vendita su www.azalea.it.   

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