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Venezia Giulia e Dalmazia: a Udine inaugura la nuova sede con una mostra fotografica

Martedì 29 giugno, alle ore 18, sarà inaugurata la sede del Comitato di Udine ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Martedì 29 giugno, alle ore 18, sarà inaugurata la sede del Comitato di Udine ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Contestualmente si svolgerà una mostra fotografica sui territori dell'Istria e della Dalmazia.

La cerimonia si svolgerà al primo piano del palazzo delle Acli di via Aquileia 29 a Udine e la mostra fotografica sui territori dell'istria e della Dalmazia sarà allestita per l'occasione all'ingresso del palazzo stesso, alla presenza del Sindaco di Udine Pietro Fontanini. Saranno presenti all'inaugurazione i due fotografi Fabiana Burco e Lorenzo Furlano autori delle foto della mostra, curata da Mauro Bertagnin, professore ordinario dell'Università degli Studi di Udine.

La mostra

Il Mediterraneo non è solo geografia. I suo confini non sono definiti né nello spazio né nel tempo. Non sappiamo come fare a determinarli e in che modo: sono irriducibili allasovr anità o alla storia, non sono né statali né nazionali. […] Sul Mediterraneo è stata concepita l’Europa", scrive Predrag Matvejevi? nel Breviario Mediterraneo.
La cultura e la storia vengono calate direttamente nelle cose, nelle pietre, nelle rughe sul volto degli uomini, nel sapere del vino e dell’olio, nel colore delle onde”. È in questa icastica frase di Claudio Magris, contenuta nella sua prefazione a “Breviario Mediterraneo“ di Predrag Matvejevi? che si possono identificare già alcuni dei riferimenti che le immagini che i due fotografi Fabiana Burco e Lorenzo Furlano propongono in questa mostra. Elemento centrale della celebre opera di Matvejevi? è infatti l’indagine etimologica sulla parola “Mediterraneo”, che riflette sulla realtà di isole, fari, porti , confini e barriere secondo un percorso tracciato da storiche carte nautiche ma anche fortemente determinato da culture, religioni, vicende storiche. Ideologie e espressioni artistiche tra loro molto diverse che in quel bacino hanno visto la luce e si sono lentamente affermate.

"È evidente che il Mediterraneo di Fernand Braudel, delimitato dalle aree rivierasche dove è presente la cultura della vite e dell’ulivo, come quello di Matvejevi? del resto, include a tutti gli effetti il mare della Serenissima che con i suoi possedimenti dello Stato da Mar ha creato il forte legame di interdipendenza, che ancor oggi, permane tra l’area sud e nord del Mediterraneo", scrive Bertagnin. "La narrazione proposta dalla mostra ci regala immagini di strade, di paesi, di ambienti e di architetture che rappresentano gli sguardi completamente immersi nella realta’ che gli autori intendono offrire al visitatore, limitando al minimo i filtri e le barriere tra fotografo e soggetto. Essi, scegliendo di raccontare gli spazi di vita fissati in momenti non convenzionali, lontano dai clamori del turismo e del glamour, tentano di restituirci, in modo diretto, l’autenticità dei luoghi".
I tanti volti dell'Istria e della Dalmazia catturati dai loro obiettivi offrono infatti gemme di rara bellezza in un abecedario che spazia da Arbe a Zara.
"Scorrendo lungo l’intrigante alfabeto dei luoghi che questa piccola quanto pregnante rassegna per immagini ci offre, si possono infatti cogliere scorci unici di Brazza, Cherso, Lesina, Lussino, Lussingrande, Pago, Pola, Premuda, Ragusa, Rovigno, Selve e Spalato, Case tipiche in pietra, arenili, piccole insenature, porti, strade, campanili, vicoli, pescatori e artigiani sono i soggetti scelti per rappresentare una realtà complessa, animata da coste sinuose lambite da un mare cristallino e da borghi sospesi nel tempo e immersi nella luce dell’Adriatico. In questi luoghi, immersi in una natura incantata, la storia sembra aver lasciato tracce indelebili mescolando le memorie della presenza romana, bizantina e veneziana che hanno contribuito a delineare l’identità culturale degli insediamenti stessi e delle popolazioni che vi abitano. Queste località cresciute all'insegna dell’arte e della cultura, ricche di tradizioni forti e affascinanti sono fissate nelle immagini che propone questa mostra con un’elegante semplicità". Del resto come propone una celebre aforisma di Robert Capa “Le immagini sono lì, basta solo catturarle“,conclude Bertagnin.

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