Il progetto Adswim e la giornata dell’ambente: prendiamocene cura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Il progetto AdSWiM è un progetto Europeo di cooperazione transfrontaliera, coordinato dall’Università di Udine - Dipartimento di Scienze AgroAlimentari Ambientali e Animali-Di4A e comprende infatti dodici partner fra italiani e croati. “Il lavoro progettuale si è avviato l’anno scorso, con una ricognizione dei dati di controllo chimico e microbiologico esistenti per delineare un quadro di riferimento di partenza. La sperimentazione prevede molte attività diversificate ma è strutturata in 3 tipologie di interventi, schematizzabili in attività sperimentali, attività di formazione, di divulgazione e di consolidamento dei risultati e in attività di armonizzazione dei protocolli transfrontaliera”, spiega la dott.ssa Sabina Susmel, ricercatrice in chimica analitica della sezione di chimica del Dipartimento di Scienze AgroAlimentari Ambientali e Animali dell’Università Studi Udine. Il motto scelto per l’edizione 2020 della Giornata Mondiale dell’Ambiente è “È il momento per la Natura”, per ricordarci che la crisi della biodiversità è una preoccupazione non solo urgente, ma anche esistenziale. La biodiversità è “la base che sostiene tutta la vita sulla terra e sott'acqua" e riguarda "ogni aspetto della salute umana, fornendo aria e acqua pulite, cibi nutrienti, conoscenze scientifiche e fonti di medicina, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. La modifica o la rimozione di un elemento di questa rete influisce sull'intero sistema di vita e può produrre conseguenze negative su tutti.”, si legge dal comunicato ufficiale dell’ONU che ha proclamato l’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente già nel 1972. L’emergenza che stiamo ancora vivendo ha dimostrato quanto è fragile il nostro sistema e quanto le problematiche legate all’ambente sono globali. “L’emergenza ha causato rallentamenti nelle attività sperimentali che si stanno riprendendo progressivamente sia a Udine che presso gli altri istituti e enti coinvolti lungo l’Adriatico,” ha specificato la dott.ssa Sabina Susmel. “Il quadro in cui ci muoviamo è rassicurante, le acque dell’adriatico sia sul versante italiano che su quello croato sono prevalentemente classificate come acque di qualità eccellente o buona (95-96%), permangono delle criticità in alcune aree fortemente antropizzate o in prossimità degli estuari di fiumi. Lo sforzo di questo progetto è quello di partecipare a mantenere le attuali caratteristiche di qualità delle acque marine e di provare a migliorarle lavorando insieme ai depuratori, per individuare nuovi sistemi di trattamento, di analisi ed eventualmente nuovi parametri o indicatori per svolgere controlli (chimico-microbiologici) come early-diagnosi.” I ricercatori e gli esperti sono in fase di sviluppo di un sistema di monitoraggio rapido e innovativo che utilizza biosensori elettrochimici e ottici per misurare gli indicatori di inquinamento microbiologico che determinano la qualità delle acque di balneazione costiere. Stiamo inoltre valutando innovativi sistemi di disinfezione ovvero di fotodisinfezione nel trattamento delle acque reflue urbane e siamo impegnati a controllare l’acqua marina agli scarichi per verificare la presenza di agenti patogeni emergenti che potrebbero alterare la qualità delle acque di balneazione. “La forza del progetto e la sinergia tra le attività sperimentali e le azioni di comunicazione che si svolgono parallelamente anche fra di loro perché si alimentano a vicenda”, commenta l’arch. Agnese Pressoto del Comune di Udine che ha il compito di occuparsi dell’armonizzazione dei protocolli tra i due paesi ma anche quello di elaborare e coordinare la Campagna di sensibilizzazione e le numerose attività di formazione che sono state approvate anche da PROESOF: “La formazione è un aspetto importante del progetto poiché vogliamo portare a riflettere i giovani cittadini sul ruolo partecipato che possono avere nel determinare la qualità dell’ambiente. Il depuratore, ovviamente serio e che lavori nel rispetto della normativa, è un’opera dell’uomo che aiuta a contenere l’effetto della presenza dell’uomo sull’ambiente: per cui un uso consapevole delle acque e la presa di coscienza di quello che nelle acque versiamo non può che contribuire in modo positivo sull’ambiente.” In quest’ottica il comune di Udine in collaborazione con tutta la partnership ha sviluppato una videoinfografica che è stata inserita sul sito di INDIRE nel programma della didattica a distanza, grazie anche alla collaborazione del partner l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste. Inoltre, è stato sviluppato un modulo didattico per gli insegnanti delle scuole elementari in collaborazione con l’ARPA FVG, dei laboratori educativi gratuiti per le scuole elementari presso il Museo di Storia Naturale di Udine e le visite guidate al depuratore con la collaborazione di CAFC S.p.A. Le attività verranno riproposte ai ragazzi e alle scuole per l’anno scolastico 2020/2021.

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