Città d’arte: sviluppo con la nuova architettura che sa dialogare con il passato e rapportarsi in modo intelligente al contesto

Al Future Forum, nella prima giornata ad Aquileia, il confronto fra Valle, Carughi e l’assessore Santoro su una nuova progettazione urbanistica e paesaggistica. L’esempio friulano della progettazione della regionale 352, il piano paesaggistico e i risultati del bando di idee dai Comuni

L’intervento contemporaneo all’interno del contesto storico o archeologico dev’essere capace di misurarsi e confrontarsi con esso e usare tutti gli elementi di flessibilità che è oggi in grado di produrre l’architettura per raggiungere l’obiettivo. Per l’architetto Pietro Valle, intervenuto assieme a Ugo Carughi e all’assessore regionale Mariagrazia Santoro alla tappa di Aquileia del Future Forum della Cciaa di Udine, negli ultimi anni sta nascendo una nuova architettura nei luoghi storici, in grado di dialogare con l’antico ma proponendosi creativamente e funzionalmente in modo da rendere l’antico ancora più e meglio fruibile. «Stiamo superando una fase recente in cui il nuovo si è spesso posto in modo autoreferenziale e meramente autocelebrativo negli spazi delle città d’arte», ha detto Valle alla platea di architetti e operatori dei beni culturali che hanno riempito la sala comunale, portando anche l’esempio di strutture locali come la nuova sede della Banca di Cividale o il doppio intervento di Portopiccolo a Sistiana.

«Siamo cresciuti col culto della modernità in contrasto con l’antico, da un lato, e dall’altro con tentativi di imitazione dell’antico», ha evidenziato l’architetto, sottolineando come la strada più efficace sia oggi la ricerca di un dialogo con il patrimonio storico, come ha spiegato poi anche Carughi parlando del progetto della metropolitana di Napoli. Al territorio friulano e quello aquileiese in particolare ha guardato poi, nella stessa direzione,l’assessore Santoro, citando come «esperienza straordinaria» l’esempio del metodo progettuale sulla viabilità della strada regionale 352, anticipato anche dal sindaco Gabriele Spanghero nell’introduzione dell’incontro. Santoro ha evidenziato come si sia ottenuto il duplice risultato «di rispondere efficacemente al bisogno contemporaneo dell’attraversamento viabilistico della città e insieme si sia pensata la strada come parte integrante del contesto».

Santoro ha indicato il metodo, «l’aver messo insieme tutti i diversi soggetti coinvolti, dalla Soprintendenza agli enti responsabili della viabilità. Il risultato, non senza fatica e con affinamenti continui – ha rimarcato –, ha portato a una soluzione formale essenziale ma che risponde a tutte le esigenze che ci eravamo posti: la funzionalità e il consumo minore di un suolo prezioso come questo, nonché il rispetto dei segni del territorio esistenti, di un’area che concorre alla qualità complessiva di questo territorio». Per l’assessore non è dunque una questione di produzione di nuove regole. «Ne abbiamo abbastanza di regole, è invece una questione di metodo – ha detto –. Troppo spesso chiediamo a istituzioni, piani e norme rassicurazioni su come fare: la sfida è invece quella del progetto come esplorazione del contesto e in rapporto con esso, soprattutto in luoghi come Aquileia, ma anche in tante aree di pregio paesaggistico e in tutte nelle nostre città. Questa è la sfida del nostro futuro a cui è necessario guardare con occhiali nuovi: l’archeologia non come un monolita del passato, ma come parte integrante del nostro futuro». L’assessore alle infrastrutture ha anche citato l’approvazione, ieri, del piano paesaggistico regionale e il bando con cui si è data ai Comuni, anche in rete tra loro, la possibilità di proporre idee per immaginare progetti di paesaggio integrato. «Abbiamo ricevuto 32 progetti per 78 Comuni partecipanti. Un risultato sorprendente, anche perché ciascuno di essi aveva in sé un’idea di territorio con un futuro».

 Oggi, venerdì  23, sempre alle 17 ad Aquileia, al Future Forum si parlerà di patrimonio culturale, tra passato, presente e futuro, con esperienze a confronto: quelle di Luca Zan (Università di Bologna), Luigi Maria Sicca (Università di Napoli), Cristiano Tiussi (direttore Fondazione Aquileia), l’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti  e Antonio Giusa,  Erpac - Ente Regionale Patrimonio Culturale.

Per prenotare gli appuntamenti del Forum, friulifutureforum@ud.camcom.it  o chiamando lo 0432.273537. Il programma completo, i video e i reportage della manifestazione sono sempre disponibili e aggiornati su https://www.friulifutureforum.com.

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