Fogolâr Civic: ricordate a Udine le termopili di Coccau

Il presidente Travain: “Un omaggio agli umili eroi dimenticati che difesero l’Europa in Valcanale”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Secondo un'antica leggenda il capo di quegli umili eroi, un certo Mattia, dormirebbe, insieme ai suoi soldati, di un sonno profondo nel cuore di una montagna, pronto a risvegliarsi al profumo intenso dei tigli in fiore per riprendere le armi a difesa del proprio popolo. Sotto uno splendido tiglio, ai tavoli di un locale storico del centro cittadino udinese, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", presieduti dal prof. Alberto Travain, hanno ricordato, il 26 giugno, l'anniversario della battaglia di Coccau del 1478, in cui seicento contadini e minatori della repubblica popolare carinziana di Peter Wunderlich affrontarono disperatamente un'armata turca forte di ventimila cavalieri che si apprestava ad avanzare nel cuore delle Alpi Orientali. I resistenti furono travolti. "Come alle Termopili di Grecia, a Roncisvalle sui Pirenei, a Lepanto e sotto le mura di Vienna, a Coccau si sono costruite a prezzo della vita la storia e l'identità europee. Fa specie che soltanto a Udine un gruppo spontaneo di cittadini ricordi ancora il valore umano, civile ed epico di quel sacrificio e che ciò non avvenga nel suo anniversario invece anche o soprattutto nella Val Canale e nella Carinzia" ha detto Travain rammentando in particolare i passati inviti caduti nel vuoto all'indirizzo dell'Amministrazione comunale di Tarvisio. "Il nostro ricordo non è promozione di una cultura dello scontro e della guerra ma una legittima riproposizione del senso storico di europeità senza il quale il nostro Continente difficilmente può trovare coesione profonda" ha rimarcato il leader del movimento euroregionalista friulano. All'incontro sociale è intervenuto, tra gli altri, anche il presidente del Club UNESCO di Udine, prof.ssa Renata Capria D'Aronco.

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