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Fogolâr Civic plaude all'artista De Biasio, “rusticus” aquileiese

Positivo il commento del presidente fogolarista udinese, prof. Alberto Travain, in ordine alla prima mostra personale dell'artista di Chiopris nella Capitale del Friuli Storico, presso la nota Galleria La Loggia: "Una friulanità garbata che non si piega ai diktat del più becero mondo occidentale!".

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Immagini aggettanti e deformate di dive dell'effimero, assurde regine di un mondo di pecoroni tenuti al guinzaglio da chi ne sfrutta e indirizza gli istinti inducendo al culto della nullità: il tutto, attraverso un ben reso intreccio di materiali anelanti a restituire ai riguardanti una ricercata luce. Chi si aspetterebbe una vis polemica dal baffo vecchio stile di Gastone De Biasio, apparentemente figlio fedele di un Friuli rurale ligio ad un dovere calato dall'alto ed indiscutibile? Ho apprezzato molto l'intento 'rustico' – nel senso storico aquileiese, paleocristiano, del termine – di fedeltà ai propri valori e rivolta contro l'artefatto, il falso, l'ambiguo, che traspare nelle opere dell'artista!”. Così, il prof. Alberto Travain, presidente del Fogolâr Civic, cordialmente invitato dalla nota gallerista udinese prof.ssa Maristella Cescutti, all'inaugurazione, presso la celeberrima Galleria La Loggia di Udine, della prima mostra personale dell'artista friulano Gastone De Biasio, palmarino di nascita e residente in Comune di Chiopris Viscone, artista-operaio nel Manzanese votato alla fine solamente all'arte, “in cui esprime, oltre a tecnica e ricerca, una sua fondata visione della vita, irriducibile entro gli schemi della più stupida pseudociviltà occidentale”. “Un uomo apparentemente semplice – non 'comune', perché nessun vero artista lo è – che incarna però la forza placida ma determinata della più gloriosa ed orgogliosa friulanità. Una friulanità tutta d'un pezzo, matura, critica, non ribelle di maniera, rivoluzionaria da caffè o da circolo dedicato e foraggiato da politica 'friendly'. 'Sâr Gaston al plâs come artist parcè che al è vêr e no un pipinot vanitôs dal nuie di cuatri pastroçs cence costrut!'”. “Per l'ennesima volta, in quattro decenni, la Galleria La Loggia di Maristella Cescutti non si offre soltanto come galleria d'arte, ma come stimolo alla riflessione sulle contraddizioni dell'attualità. Dolorose contraddizioni, dolorose ferite nel corpo sociale, nelle sue vicissitudini, nel vissuto degli individui, che De Biasio addita attraverso una particolare, efficace, inquietante, forma di rappresentazione ovvero di richiamo! Cosa ho imparato da quest'ultima mostra della Galleria La Loggia, che frequento sin da ragazzino? Che il Friuli non è ancora tutto un'informe massa di pecoroni miseramente o furbescamente asserviti ai poteri imperanti, ma che sussistono gli irriducibili, il 'villaggio gallico' di asterixiana memoria, che 'resiste ora e sempre' a un 'invasore' costituito dall'assurdità suicida del sistema occidentale di oggi!”.

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