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Fogolâr Civic e Comune di Udine per il ventennale del patrono civile

Proficuo incontro a Palazzo D’Aronco tra l’esecutivo municipale ed i vertici fogolaristi per ricordare il Patriarca Bertrando, padre della patria che volle Udine capitale civile e religiosa del Friuli e dell’antica Europa aquileiese.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Mercoledì 28 aprile 2021, presso il Palazzo comunale di Udine, in Sala Giunta, si è tenuto un incontro tra i vertici del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e quelli dell’Amministrazione cittadina intorno alle celebrazioni del ventennale della proclamazione del Patrono Civile locale, individuato nella figura del patriarca medievale aquileiese Bertrando di Saint Geniès, nonché del trentennale della campagna civica di promozione dell’iniziativa. All’incontro hanno preso parte, da un lato, il presidente del Fogolâr Civic e dell’Academie dal Friûl, prof. Alberto Travain, insieme alla vicaria prof.ssa Renata Capria D’Aronco; dall’altro, il sindaco prof. Pietro Fontanini e l’assessore alla Cultura sig. Fabrizio Cigolot. Presente, inoltre, la presidente della Commissione Cultura del Consiglio comunale, prof.ssa Elisabetta Marioni. La delegazione sociale ha sollecitato le Autorità cittadine a condividere non solo un mero programma di commemorazioni, prontamente accolto, per l’imminente scadenza del 6 giugno, mesto anniversario dell’assassinio di quel padre della patria, ma anche l’idea di un investimento e di una concertata pianificazione di lungo periodo sul rinnovamento dell’identità civica e della coesione comunitaria, prospettiva parsa già nelle corde del suddetto incontro. “Pregiatissimi, con la proclamazione, nel 2001, di un Patrono civile per i suoi cittadini, facente seguito a relativa mobilitazione socioculturale rimontante in termini sistematici almeno al 1991 – ha scritto il prof. Travain, in un corposo documento indirizzato al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio municipali – , il Comune di Udine ha scelto un simbolo, nel proprio passato, teso ad aggregare nell’attualità, in chiave secolare, moralmente la propria variegata compagine ed a rinnovarne il radicamento in un’accomunante condivisione delle memorie del territorio: dunque, riferimento comunitario laicamente inteso, tratto da tradizioni storiche locali e fatto radice territoriale di valori civici travalicanti auspicabilmente ogni privato credo oltreché ogni origine ed appartenenza geoculturale. Una bandiera, insomma, collettiva, volta ad includere e ad aggregare intorno a un programma di comunità, la cui fisionomia pare solo accennata dalle dichiarate motivazioni che hanno condotto, vent’anni or sono, l’Amministrazione ad un tale disposto. Esse, comunque, costituiscono fondamento di una visione istituzionale, diacronica e programmatica appunto, dell’identità cittadina, in adesione al mito di un padre della patria assunto ad esempio per aver tentato di rafforzare, in epoche remote, a tutti i livelli, la sua comunità in un quadro europeo, accingendosi a migliorarne, per quanto possibile, segnatamente le leggi e i costumi. Quindi, riconoscere, far conoscere e sviluppare in chiavi sempre attuali quella straordinaria vicenda storica e leggendaria eletta a matrice ideale comune parrebbe auspicabile per chiunque si trovi insediato a Palazzo D’Aronco. Riconoscere, far conoscere, sviluppare: ecco tre prospettive, tre forme d’impegno, che senza dubbio ogni Amministrazione comunale può scegliere variamente di assumere per dare seguito agli indirizzi, dichiarati e impliciti, procedenti da quel documento del 2001. Per parte sua, la mobilitazione civica in firma, propulsore storico dell’attualizzazione, in molteplici ambiti, del mito sociale del Patriarca Bertrando, oggi Patrono Civile della comunità udinese, poteva procedere autonomamente, secondo proprio antico costume, nella programmazione di significativi piccoli momenti di rimembranza e di riflessione intorno ai pregnanti detti anniversari. V’è l’impellente necessità, però, dopo trent’anni d’impegno civico e venti dal grande traguardo istituzionale da esso raggiunto, che quello stesso traguardo possa proficuamente tradursi ora in concreti termini di sincero, lungimirante e coordinato investimento politico-culturale da parte di un’Amministrazione decisa a coinvolgere e a mobilitare sapientemente tutte le forze sociali disponibili ed, in primis, i soggetti storicamente attivi e maggiormente propulsivi nel campo specifico attorno a un progetto, d’ampio respiro ed obiettivo permanente, di rinnovamento, rafforzamento e presidio di un’identità cittadina, davvero ora poco connotata, da elevarsi inclusivamente a pregnante ed edificante motivo di fierezza, affiatamento e coesione, forte senz’altro anche di orgoglioso radicamento, nativo od elettivo, nella vicenda di un territorio i cui abitanti siano chiamati indistintamente a custodirne ed evolverne coerentemente l’esperienza storica. In quel documento del 2001 vi era, dunque, in pratica, tra le righe, un’idea programmatica di consolidamento e rifondazione dell’identità comunitaria udinese, dato morale, pertanto etereo, pur con ambiziosi riscontri sociali, che certo necessita, per sostenersi, di promozione e presidio concreti, con un’incidenza tentacolare in numerosi ambiti della vita sociale, culturale, economica, politica ed istituzionale cui può rivolgersi l’operato di una civica Amministrazione. Le celebrazioni del ventennale della proclamazione del Patrono Civile e del trentennale della relativa campagna civica promozionale potevano, insomma, circoscriversi esclusivamente all’ambito privato del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, che di quella campagna certamente riassume le memorie e le glorie. Si è ritenuto, invece, di coinvolgere, a sua discrezione, l’Amministrazione della città in un dialogo costruttivo teso a pervenire al più utile approdo agli scopi suddetti. Da qui la proposta di suggerimenti che, con poco ordine, si vanno ad articolare in calce, procedendo con un’ipotesi d’iniziative effettivamente fattibili nei tempi ormai stretti prima della topica ricorrenza commemorativa dell’assassinio del personaggio, il patriarca aquileiese Bertrando di Saint Geniès, caduto il 6 giugno 1350 sul campo di battaglia della Richinvelda. Per una scadenza così imminente si propongono i seguenti appuntamenti: ● venerdì 4 giugno 2021 – Castello, Specola + Palazzo D’Aronco, Campana: innalzamento a mezz’asta della BANDIERA aquileiese al tocco della CAMPANA dell’Arengo (magari a cura personale del Sindaco) in segno di ossequio istituzionale al Patrono Civile nel ventennale della sua proclamazione e nel trentennale della relativa campagna civica di promozione. Tale simbolica cerimonia riprende due aspetti delle celebrazioni municipali del 2001 (esposizione bandiera per tutta la durata della celebrazioni commemorative: 4-7 giugno 2021); ● domenica 6 giugno 2021 – Duomo, Cappella di San Giuseppe: ossequio istituzionale e sociale all’URNA del Patrono Civile nel ventennale della sua proclamazione e nel trentennale della relativa campagna civica di promozione, con solenne comparsa di rappresentanza completa dell’Amministrazione (Gonfalone, Sindaco, Giunta, Consiglio) per tocco e omaggio floreale alla sepoltura del Patriarca Bertrando (con tradizionale conservazione benaugurale di rosa “benedetta” presso la Casa municipale). Tale simbolica cerimonia riprende un dato delle celebrazioni municipali del 2001; ● lunedì 7 giugno 2021 – Palazzo D’Aronco, Sala del Popolo: ossequio istituzionale e sociale ed omaggio oratorio studentesco all’ICONA del Patrono Civile nel ventennale della sua proclamazione e nel trentennale della relativa campagna civica di promozione, con particolare riferimento agli eventi scolastici commemorativi seguiti negli anni al disposto comunale; ● prima riunione consiliare di giugno / riunione straordinaria solenne – Loggia del Lionello, Sala del Consiglio (o altra sede deputata): commemorazione istituzionale del Patrono Civile nel ventennale della sua proclamazione e nel trentennale della relativa campagna civica di promozione, anche con eventuali relatori ospiti tratti dal civismo maggiormente impegnato in quella specifica battaglia culturale…”. È seguito, poi, significativo elenco di proposte d’azione futuribili, da concertare, sui cui destini si informerà man mano. Al termine dell’incontro, foto di rito presso l’icona laica del Patrono Civile Bertrando in Sala del Popolo, opera del pittore prof. Michele Ugo Galliussi e della ricamatrice cav. Antonietta Monzo Menossi, donata nel 2015 dal Fogolâr Civic alla cittadinanza. Speranzosa soddisfazione per la considerazione incontrata in ordine a tematiche di così grande importanza quali il rafforzamento di una radicata, inclusiva e virtuosa coesione identitaria della cittadinanza è stata espressa, a margine del colloquio, dai professori Travain e D’Aronco, a nome dei sodalizi rappresentati, costituenti nota punta di diamante del locale civismo culturale identitario. “Ricordare il patriarca padre della patria che volle Udine capitale civile e religiosa del Friuli e dell’antica Europa aquileiese significa davvero riandare alle radici che danno senso e profondità alle più lungimiranti e migliori ambizioni e speranze della città di oggi!” ha concluso il presidente fogolarista.

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