Udine: "celebrare Verdi!"

Il Fogolar Civic propone di ricordare il compositore di Busseto adottandone in Regione l'inno alla "Madre Aquileia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Giunti al giorno del bicentenario della nascita di Verdi, con amarezza ma non senza speranza il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", presieduti dal prof. Alberto Travain, registrano ancora il mancato riscontro, da parte della presidenza Serracchiani, alla proposta inoltrata nel luglio scorso circa l'adozione di un inno regionale individuato proprio nell'aria verdiana "Cara Patria", dedica lirica alla Madre Aquileia, antica metropoli cosmopolita la cui memoria potrebbe contribuire idealmente ad unire vecchie e nuove genti del Friuli Venezia Giulia di fronte alle sfide dell'attualità.

"Una proposta d'inno regionale che - si legge nel testo indirizzato alla Serracchiani - i sodalizi in parola promuovono sul territorio sin dal 2009, segnatamente con il coordinante supporto del tenore Gianfranco Savorgnan e il concorso di varia società civile, riprendendo in particolare un'idea del compianto noto musicologo prof. Gilberto Pressacco. Nello specifico trattasi dell'aria 'Cara Patria', dall'opera 'Attila' di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, peculiare dedica lirica al mito intramontabile di Aquileia, primo capoluogo regionale nonché si direbbe oggi anche "euroregionale", città ideale distrutta e risorgente dalle proprie ceneri 'qual risorta fenice novella', come canta in scena un cavaliere aquileiese profetando la riscossa della patria in rovina. Dunque, l'intento è quello di proporre, di offrire al Friuli Venezia Giulia - terra martoriata e divisa dalla Storia ma pronta a rinascere dopo ogni sciagura come l'Aquileia celebrata nell''Attila' - un inno che raccolga idealmente nel simbolo dell'antica capitale plurietnica tutte le sue identità, sia quelle remote che quelle recenti. Insomma cementare, se non rifondare, una comunità partendo da un semplice eppure qualificato simbolo di cittadinanza locale e globale fatto di versi e di note, capace nel presente, almeno in certe occasioni, di farci sentire un po' uniti attorno ad un riferimento comune radicato nel passato del territorio che condividiamo. Non si tratta di chiusure o di secessionismi. Nella vicina Austria nessuno negherebbe a Carinzia o Stiria la possibilità di avere un inno che aggreghi la comunità regionale per timore di minacce all'unità dello Stato. Nel bicentenario della nascita di Verdi, musicista del Risorgimento, si sappia, dunque, rifondare un'Italia davvero rispettosa della peculiarità delle proprie componenti e possa il Friuli Venezia Giulia, la moderna regione di Aquileia, celebrare quel grande maestro adottandone come proprio inno la splendida aria che egli dedicò all'antica grande capitale dell'area, prima metropoli del Nordest italico e cuore originario della Mitteleuropa. Un inno verdiano, quindi, per un nuovo 'Risorgimento' regionale e non soltanto: "glocale" piuttosto, armonioso raccordo tra esigenze locali e aperture globali."

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