La Festa della Pitina a Tramonti di Sopra nel cuore della Dolomiti Friulane

La Pitina, originaria della Val Tramontina e diventata il primo presidio Slow Food friulano agli inizi degli anni 2000 e prodotto Igp nel 2018, sarà celebrata con una festa che durerà tutto il weekend a Tramonti di Sopra (Pordenone).

La festa

Da venerdì 19 a domenica 21 luglio Tramonti di Sopra ospiterà un grande mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire dalla pitina Igp e agli altri presidi Slow Food regionali e nazionali. Ci saranno oltre 50 produttori che arrivano da tutta Italia e anche dall'Armenia, Indonesia, Slovenia, Slovacchia, Polonia, Croazia e Austria. L’evento è organizzato dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food in collaborazione con Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Proloco e Comune di Tramonti di Sopra e con il Patrocinio del Comune di Pordenone e della Fondazione Dolomiti Unesco.

Le origini

La Festa della pitina, rilanciata nel 2017 da Slow Food, era nata nel 1970 su idea della Pro Loco locale che voleva salvaguardare il prodotto tipico e locale. Oggi è diventata un importante volano turistico per far conoscere il territorio e la Val Tramontina, solcata dal Meduna e caratterizzata da bellissimi paesaggi e sentieri e dal lago di Redona, da cui affiorano i suggestivi ruderi di una antico borgo.

Gli appuntamenti

Durante tutto il weekend si potrà trovare il "Mercato della Terra" dei produttori allestito nelle vie centrali di Tramonti di Sopra. Tra i tanti presidi Slow Food Fvg ci saranno: le antiche mele dell’alto Friuli, il fagiolo di San Quirino, il radic di Mont e l’aglio di Resia, e molti altri produttori italiani ed esteri per un totale di oltre 50 espositori. Per quanto riguarda la cucina, il menù sarà quello della tradizione friulana con ovviamente tante incursioni della pitina, dai blecs al frico, compreso il pitina-burger il gelato alla pitina.

Domenica sera la Festa della Pitina si chiuderà con la speciale cena “Disco Soup - Food For Change contro lo spreco alimentareFood for change è la campagna internazionale di Slow Food per la sensibilizzazione sul rapporto tra cibo e clima: l’obiettivo è far crescere consapevolezza sulle cause del cambiamento climatico e mostrare come ogni azione può fare la differenza. La Festa della Pitina, poi, sarà Plastic Free, con l’utilizzo di posate e bottiglie biodegradabili e compostabili.

I convegni

Il convegno di apertura della festa si svolgerà venerdì 19 luglio alle 18: “Il nostro territorio e le sue eccellenze: opportunità attuali e future” con Sergio Emilio Bini, assessore regionale alle attività produttive e turismo, Giacomo Urban, sindaco di Tramonti di Sopra, Guglielmina Cucci, assessore al turismo comune di Pordenone, Giampaolo Bidoli, presidente Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, Diana Candusso - Promoturismo e Silvio Barbero, vicepresidente Università del Gusto di Pollenzo. Sabato 20 luglio alle 11, invece, si parlerà di Turismo Sociale che si fonda sui principi della sostenibilità ambientale ed economica, privilegia i servizi alla persona e promuove il rispetto delle diversità culturali dei paesi di accoglienza e dell’ambiente. Appuntamento con la tavola rotonda “Il Turismo Sociale in Regione FVG: situazioni, esperienze e opportunità” per fare il punto sulle potenzialità e le azioni del Turismo Sociale, in particolare riferimento con i territori montani e pedemontani con Roberto Orlich, direttore Servizio Sociosanitario Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 PN, Luigi Piccoli, presidente Confcooperative PN, Alessandro Menegatti, presidente della Cooperativa dei Marinati del Comacchio (Work & Service), produttori di presidio Slow Food, Andrea Caboni referente progetto “Anche a noi Piace Viaggiare” realizzato dalla coop farfalle nella testa in collaborazione con il piccolo principe Soc Coop ONLUS a Resia (UD), Serena Mizzan, presidente di Federcultura FVG e presidente di Laboratorio dell’Immaginario Scientifico (LIS), Alberto Grizzo, rappresentante del forum Nazionale agricoltura Sociale, presidente del Consorzio delle Valli e Dolomiti Friulane.

L'incontro sulla Pitina Igp

Alla regina delle festa sarà dedicato l’evento di domenica pomeriggio alle 16 “L’officina della Pitina”: come è nata, come si prepara, come viene affumicata, con una dimostrazione in diretta a cura di Manuel Gambon della Tana delle Pitine. La pitina nasce nel 1800 nella zona di Frassaneit, una delle borgate del comune di Tramonti di Sotto (PN), dall’esigenza di non sprecare nulla e di conservare la carne di camoscio e capriolo: tagliata a coltello, la carne veniva impastata con sale, pepe nero, aglio e erbe, lavorata a forma di polpetta, ricoperta di farina di polenta per chiudere i pori e messa sul caminetto ad affumicare in modo da preservarla più a lungo possibile. Oggi la pitina si mangia cruda tagliata a fette sottili dopo almeno 30 giorni di stagionatura, ma è ottima anche cucinata: può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte di vacca appena munto.

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