Roberto Rinaldo esce con "Libertà"

Don Roberto Rinaldo, in arte Rob Delay, presenta la sua prima raccolta di canzoni inedite scritte durante il lockdown nella solitudine della casa-canonica di Galleriano di Lestizza (Ud)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Don Roberto Rinaldo, in arte Rob Delay, presenta la sua prima raccolta di canzoni in un contesto acustico chitarra e voce, disponibile in formato fisico e in streaming su tutte le piattaforme digitali. Il disco, intitolato “LIBERTÀ”, fa parte del percorso artistico che don Roberto Rinaldo ha intrapreso facendo sbocciare la sua grande passione per la musica. I nove brani contenuti nell’album, registrati in presa diretta agli Angel’s Wings Recording Studio di Pantianicco – Udine, sono il frutto del suo percorso artistico genuino e sincero, nato durante il lungo periodo di lockdown causato dall’emergenza covid. Le sue canzoni sono un grido di condanna di fronte al dolore cosmico ma anche un inno di speranza, di rinascita e di amore verso le persone. Don Roberto Rinaldo classe 1977 (25 novembre), ultimo di 4 figli originario di Treviso. Sacerdote dal 2014 ordinato in Polonia a Varsavia dopo aver terminato gli studi presso un Seminario Missionario Internazionale di Varsavia. Dal 2018 opera nella diocesi di Udine. La sua passione? Fin da bambino la musica... La musica e l'espressione dell'anima di Dio. Oh se ogni uomo potesse cogliere l'armonia che c'è in Dio e che può curare ciascuno di noi. Dio è un suono armonico che assorbe le dissonanze della nostra vita e le fa diventare sinfonia. Rob Delay, don Roberto Rinaldo, descrive con queste parole la sua esperienza di questo primo lavoro musicale. “Prendi il tuo cuore spezzato e trasformalo in arte”. Questa frase pronunciata da Meryl Streep ai Golden Globes del 2017 è rimasta nei cuori di coloro che in un certo modo seguono l'arte in tutte le sue forme di espressione. Dolore e arte, due concetti quasi antitetici, opposti tra loro, che rappresentano forse le due facce di una stessa medaglia. L'arte trasmette pace, compie la missione di placare i tormenti più reconditi dell'animo umano. Il dolore, al contrario, provoca tali tormenti. Forse è scorretto sostenere che l'arte sia l'espressione plastica del dolore. Essa, al contrario, lo reinterpreta e fa un po’ così con ogni emozione umana. L'arte nasce da un bisogno profondo di capire il perché delle cose e quindi, quando si presenta la necessità, di reagire al male essendo esso la cosa che più non capiamo e che ci sorprende ogniqualvolta lo tocchiamo con mano. Attraverso l’arte, l’uomo analizza il suo vissuto doloroso, lo concretizza per accettarlo e se possibile ne fa scaturire da esso un insegnamento pratico indirizzato a coloro che ammirano l'opera stessa. L’arte nasce dall’angoscia perché la comprende, ed è l'unica a farlo, soprattutto se è intrisa di quello spirito di religiosità che si traduce nella ricerca costante del trascendente nell’immanenza grigia dell’essere. Adesso veniamo a noi, in questo contesto difficile di lockdown causato da una minaccia invisibile qual è la pandemia da coronavirus. Siamo stati chiusi in casa per diverse settimane, condannati ad ascoltare notiziari tremendi che annunciavano solamente morte, disperazione e abbandono. Abbiamo avuto attimi di panico e di smarrimento, percependo la vita nella sua precarietà e pensando che ogni giorno fosse davvero l'ultimo. Proprio nel turbinio di questa angoscia sono nate molteplici opere artistiche che hanno tenuto unito il mondo intero. Anche tra i muri solitari di una casa-canonica nella frazione di Galleriano nel comune di Lestizza (Udine), nasce l'idea di un album musicale intitolato "Libertà" firmato da Rob Delay (nome d'arte di don Roberto Rinaldo), il primo nella mia carriera artistica. Come ogni prete vivo da solo. Certo la solitudine umana non è il fine del servizio sacerdotale poiché la scelta libera e coraggiosa del celibato è l'espressione di una vocazione indirizzata al servizio dell'altro e all'ombra di Dio. La pandemia, nelle sue più aspre conseguenze quali l'isolamento sociale, non ha risparmiato nemmeno chi, in un certo senso, sa vivere momenti di solitudine. Ecco allora che nel dolore di una solitudine sociale atipica nasce il mio percorso artistico introspettivo nel quale inizio ad analizzare me stesso ed il mondo sul perché di un oggi così difficile da accettare. Perché è accaduto? Chi è il responsabile di tutto ciò? Siamo soli? C’è Dio? Domande che dovrebbero sorgere nell’intimo di ogni essere umano che vive in spirito e verità la propria esistenza. A queste domande rispondo con le canzoni. Sono esse un grido di condanna di fronte al dolore cosmico e all'ingiustizia sociale. In esse c'è sofferenza, causata dalla realtà nuda e cruda che ci circonda, ma anche amore che nasce dall'incontro con il trascendente e con l’altro, il prossimo, che si identifica nell’amicizia vera e consolidata o nell’empatia verso il povero anonimo dimenticato da tutti. Alla fine di questo percorso musicale si avvertono le note positive di una rinascita nonché della speranza che fra tutte le virtù risulta essere la più ambita e che fa riecheggiare nell’animo umano quelle parole fondamentali per il mondo odierno: “Andrà tutto bene”. Non manca un tono patriottico per l'Italia che tanto ha sofferto in questi mesi di pandemia e che può ritrovare la forza di rinascere nelle sue profonde radici umanistiche, quindi, anche nella trascendenza. Se quest’opera dovesse avere un riscontro positivo nel pubblico, diventando fonte di speranza e di aiuto anche materiale per chi è nel bisogno, certamente realizzerebbe lo scopo per cui è stata concepita e creata. Diceva un vecchio monaco: “Non stancarti mai di fare il bene...mai! Alla fine della nostra vita faremo i conti solo con quanto avremo dato e non accumulato”. Tracklist “LIBERTÀ” 1 – Nuovo ordine mondiale 2 – L’amico ritrovato 3 – Madre mia 4 – Andrà tutto bene 5 – Lontani ma vicini 6 – L’uscita 7 – Oltre il mare 8 – Libertà (La festa) 9 – Patria mia

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