Giovedì, 21 Ottobre 2021
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La forma dell'infinito, anticipazioni sulla mostra di Casa Cavazzini

Attese almeno 100 mila persone in visita "Sarà la prima di altre grandi mostre che faranno di Udine la capitale della cultura a nord est" ha detto il sindaco Fontanini

Si stanno ultimando gli ultimi preparativi per la mostra La forma dell’infinito che dal 16 ottobre 2021 al 27 marzo 2022  richiamerà a Udine visitatori e appassionati d'arte dall'Italia e da tutta Europa.  Un evento di portata eccezionale, senza precedenti nella storia della città. L'esposizione verrà allestita al secondo piano della rinnovata sede di Casa Cavazzini. Le sale del museo di arte moderna e contemporanea del capoluogo friulano, ora dotate di soluzioni al passo con i migliori ambienti espositivi al mondo, stanno per diventare il palcoscenico di cinquanta capolavori, firmati da alcuni dei più importanti protagonisti dell’arte negli ultimi due secoli: Claude Monet, Paul Cézanne, Alfred Sisley, Henri Matisse, Dante Gabriele Rossetti, Michail Nesterov, František Kupka, Vasilij Kandinskij, Aristarch Lentulov, Natal’ja Gon?arova, Odilon Redon, Maurice Denis, Jacek Malczewski, Mikalojus ?iurlionis, Nikolaj Rerich, Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Pablo Picasso, Emilio Vedova, Ernst Fuchs, Hans Hartung e altri ancora. Opere da nove paesi d’Europa, che collegano la città friulana con straordinarie capitali culturali, tra cui Parigi, Londra, Vienna, Barcelona, Praga, Mosca, insieme ad altre e a diverse sedi italiane.

Prenotazioni, orari e biglietti

Capolavori mai visti

Diventano accessibili undici capolavori mai visibili al pubblico, in particolare sei dei quali totalmente inediti e che Udine propone quindi per la prima volta all’attenzione del mondo: così le opere di Umberto Boccioni, di Aristarch Lentulov, di Elena Bebutova, di Natal’ja Gon?arova, di Pyotr Petrovi?ev, ma soprattutto uno straordinario dipinto di Claude Monet, concesso in prestito solo alla National Gallery di Londra prima di arrivare a Casa Cavazzini.

La rappresentanza friulana

Tra i quadri di giganti della storia dell'arte internazionale, anche un’opera friulana, a firma di Giovanni Napoleone Pellis. Il pittore friulano nei suoi paesaggi riesce a rappresentare non solo gli elementi visibili ma anche le percezioni di immensità che abitano nell'anima. Una scelta per dimostrare ai friulani che si considerano solo abitanti di una piccola zona di periferia, che "dalla nostra postazione possiamo percepire l'infinito, basta solo tenere gli occhi aperti", ha sottolineato don Alessio Geretti –  direttore artistico delle mostre di Illegio.

L'allestimento 

L'allestimento è sostanzialmente ispirato alla logica di una meditazione d'arte. Nessun criterio cronologico o geografico, ma analogie stilistiche.Kandinskij accanto a Lentulov e a Bacci, ad esempio, per affinità del loro linguaggio di astrazione. Don Geretti afferma: "Gli artisti hanno una loro traiettoria di pensiero interiore. A partire da luoghi diversi d'Europa, con diverse storie personali alle spalle ed esperienze di vita molto distanti. Hanno anche vissuto in momenti storici molto diversi. Nonostante ciò dimostrano di essere vicinissimi da un punto di vista del clima della loro opera. Questo tipo di esposizione aiuterà il visitatore a capire un po' meglio la logica di fondo dell'arte moderna e contemporanea. Sarà una bella sorpresa per molti sfatare il mito dell'incomprensibilità dell'arte astratta, non figurativa. Grazie all'accompagnamento che offriamo con guide o audio guide, tutti potranno rendersi conto che esistono delle chiavi di lettura che ci permettono di capire, di entrare nel mondo dell'artista, nel suo vissuto, nel suo messaggio". E aggiunge: "Un quadro di arte figurativa può sembrare di semplice comprensione ma, oltre alle immagini, ci sono diverse interpretazioni e diversi piani di lettura dell'opera. Un quadro astratto non concede questa immediata fruibilità all'apparenza, ci obbliga a domandarci dove vuole arrivare l'artista".  Visitare una mostra così è fare un viaggio in sè stessi, non semplicemente attraversare stanze di un museo.

Le aspettative

L'assessore Maurizio Franz parla dello sviluppo del progetto: "Sin da quando abbiamo cominciato a ragionare su questo progetto, è stato chiaro che sarebbe stata la prima di una serie di grandi mostre. D'altronde gli investimenti sono stati cospicui, soprattutto per la ristrutturazione di Casa Cavazzini ma anche quelli che sostengono la promozione dell'evento. Abbiamo grandi aspettative sui flussi turistici che arriveranno in città. Siamo convinti che genererà un motore  di interesse intorno a Udine, che avrà ricadute economiche positive su tutti gli operatori economici. Anche il coinvolgimento proprio degli operatori è un segnale di come stiamo percorrendo la strada giusta, tutti sentono questo progetto come loro, perché va al di là della dimensione artistica". E sottolinea: "Abbiamo scelto il comitato di San Floriano per affidargli il compito di organizzare questa grande mostra perché non volevamo correre il rischio di proporre qualcosa che fosse, magari di altissimo livello, ma completamente staccato dalla città e dal territorio. Volevamo che ci fosse un legame e che questo legame si percepisse. Vogliamo che tutti si sentano protagonisti in primis gli udinesi. Ma questa mostra avrà un richiamo tale che darà una grande visibilità a tutto il territorio regionale andando ben oltre i confini cittadini".

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