Martedì, 21 Settembre 2021
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Ardito Desio, cento anni di esplorazioni e viaggi, custoditi nel Museo Friulano di Storia Naturale

Il suo archivio, donato alla città dalla figlia, contiene documenti, cimeli e oltre 30 mila tra immagini, negativi e filmati. Il sindaco "Verrà tutto digitalizzato per renderlo disponibile a chiunque"

La spedizione sul K2

Si trova presso il Museo Friulano di Storia Naturale, l’archivio storico Ardito Desio che è stato inaugurato ieri alla presenza di Maria Emanuela Desio, figlia del  famoso esploratore e geologo friulano, il sindaco Pietro Fontanini, l’assessore alla cultura Fabrizio Cigolot e Giuseppe Muscio, direttore del museo in pensione. Tutto il materiale dell'archivio, trecento faldoni di documenti, oltre 30mila tra immagini, negativi e filmati, un centinaio di cimeli, duecento libretti di campagna e circa trecento onorificenze, sono stati dati in comodato d'uso al Comune di Udine.

Chi era Ardito Desio

Esploratore, geologo e accademico,  Ardito Desio ha attraversato cent'anni di storia italiana. Figura dal carattere autoritario, ha condotto spedizioni scientifiche nel Mediterraneo, in nord Africa e nel Karakorum. Nel 1954 è stato lui a guidare la spedizione al K2, che ha visto gli italiani raggiungere per primi la vetta della montagna. Primo italiano a raggiungere il Polo Sud, quando nel 1962 venne invitato dalla National Science Foundation a visitare le principali basi antartiche americane. Ma fra i cimeli e i documenti conservati, molti sono anche quelli relativi all'Italia e, non secondari, quelli che documentano le sue prime ricerche in Friuli, dove ha studiato l'area della Val Fella ed effettuato continue rilevazioni sui ghiacciai del Canin e del Montasio. Migliaia di immagini, libretti di campagna, onorificenze, filmati, lettere, documenti, cimeli testimoniano la lunga vita scientifica di questo grande geologo.

desio libretto campagna 1921 val aupa-8-2

Le dichiarazioni

“Questo archivio - ha commentato il sindaco Pietro Fontanini - che custodisce il vastissimo materiale documentale di uno dei più grandi alpinisti ed esploratori a livello mondiale, rappresenta per la città di Udine e per il nostro sistema museale un motivo di profondo orgoglio e sono certo sarà in grado di attrarre non solo amanti della montagna e studiosi ma anche tanti turisti e curiosi affascinati dalla straordinaria vita di Ardito Desio, friulano capace di far conoscere la tempra della nostra gente in tutto il mondo. Abbiamo intenzione inoltre di digitalizzare questo patrimonio documentale, che verrà messo a disposizione dei ricercatori attraverso il sito del Museo. Ma il merito di tutto questo va alla signora Maria Emanuela, cui va la gratitudine mia e di tutta la città di Udine”. “Desidero ringraziare - ha aggiunto l’assessore Fabrizio Cigolot - due persone senza le quali la realizzazione di questo archivio non sarebbe stata possibile: la figlia di Ardito, Maria Emanuela, che ha deciso di donare il materiale del padre al Comune di Udine e Giuseppe Muscio, storico direttore di questa struttura da poco in pensione ma rimasto gratuitamente a disposizione per gestire, grazie alla sua esperienza, la sezione che andiamo oggi a inaugurare e con la quale il Museo Friulano di Storia Naturale permette di conoscere e di approfondire al vita e le imprese di uno dei friulani più conosciuti a livello internazionale”.

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