Alle Grotte di Villanova un grande concerto per dare il benvenuto al Giro d'Italia 2020

Per celebrare il passaggio del Giro d'Italia per l'Alta Val Torre e per festeggiare il 95esimo anniversario della scoperta della Grotta Nuova di Villanova, l'amministrazione comunale di Lusevera e il Gruppo Esploratori e Lavoratori Grotte di Villanova hanno organizzato, in coordinamento con il Comitato Locale di tappa della Corsa Rosa, un grande evento musicale proprio in grotta.

Il concerto

Nella Sala Margherita di Savoia andrà in scena l'Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani, che eseguirà l'ouverture de La grotta di Fingal di Felix Mendelssohn, il preludio op.28 n.15 La goccia d'acqua di Fryderyk Chopin e La Moldava di Bedrich Smetana. L'esibizione musicale, che avrà una durata di 40 minuti, è imperniata sul tema dell'acqua: i tre brani saranno collegati fra loro dalle improvvisazioni di un percussionista che, con la tecnica della water percussion, farà 'suonare' la grotta stessa, servendosi di strumenti classici immersi nell'acqua e utilizzati in modi non convenzionali, con l'effetto di un sicuro coinvolgimento del pubblico.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita ma con ingresso contingentato per rispettare scrupolosamente i protocolli anti-Covid: in grotta potranno accedere al massimo 100 persone. C'è dunque l'obbligo di prenotazione. Gli interessati dovranno registrarsi all'indirizzo mail eventi@grottedivillanova.it. Al termine della performance, nella piazza panoramica coperta di Villanova delle Grotte verrà proposta una degustazione di prelibatezze enogastronomiche locali. Info a eventi@grottedivillanova.it o al numero 320 4554597.

La storia delle Grotte

Nel lontano 1925 alcuni paesani di Villanova in Monti, così si chiamava il paese allora, scoprirono la Grotta Nuova di Villanova, calandosi con delle corde in un pozzo profondo oltre 50 metri, apertosi al centro del paese durante la realizzazione delle fondamenta di una casa. Con mezzi di fortuna cominciarono a esplorare le varie gallerie di quella che poi denominarono, appunto, Grotta Nuova, per differenziarla dalle tante altre presenti in zona. Iniziarono dal ramo principale, per poi seguire quelli secondari, numerosi. Le meraviglie sotterranee che si mostravano via via ai loro occhi indussero i 'pionieri' del sottosuolo a fondare il Gruppo Esploratori e Lavoratori Grotte di Villanova (Gelgv), il quale, certo che la straordinaria scoperta avrebbe portato lavoro e vantaggi economici al poverissimo paese, sperduto in mezzo ai boschi alle pendici del Monte Bernadia, acquistarono autotassandosi i materiali e le attrezzature per proseguire con le esplorazioni e per scavare una galleria artificiale, creando un ingresso che permettesse di entrare nella grotta senza doversi sempre calare dal pozzo. Da lì fecero entrare anche altri paesani e le autorità locali. Le bellezze e l’importanza della scoperta entusiasmarono al punto che fu perfino cambiato il nome al borgo, da Villanova in Monti a Villanova delle Grotte. Iniziarono le visite turistiche, che diedero lavoro a parecchi paesani fino a quando la seconda guerra mondiale e la conseguente emigrazione, che trasformò Villanova quasi in un abitato fantasma, fece calare l'oblio sulle cavità naturali. Solo negli anni Settanta, prima del terremoto, tre ragazzi del paesino, poco più che quindicenni - Gianni Lovo, Marco Pinosa e Mauro Pinosa (quest’ultimo nipote di Guerrino Pinosa, uno degli scopritori della Grotta Nuova e fondatore del Gelgv) -, decisero di rifondare il Gruppo come associazione senza fini di lucro e far rinascere l’interesse per la Grotta Nuova. E fu un passo felice, perché l’amministrazione comunale, affiancata dalla Regione, capì le grandi potenzialità di sviluppo che le grotte avrebbero portato al comprensorio e riuscì a ottenere i finanziamenti necessari per scavare, negli anni Ottanta, un ingresso artificiale che comunicava direttamente con le zone più interne e più belle. Ma l'ambizione degli scopritori è sempre stata quella di arrivare con il percorso turistico nel salone più imponente della grotta, dedicato alla regina Margherita di Savoia: nonno Guerrino lo disse più volte al nipote e quello, così, divenne il chiodo fisso del ragazzo, che oggi è presidente del Gelv (carica rivestita da oltre 25 anni) oltre che vicesindaco di Lusevera. Grazie all’allora assessore  regionale Enrico Bertossi Pinosa trovò i finanziamenti non solo per realizzare le opere e gli impianti per raggiungere la Sala Regina Margherita, ma anche per scavare una nuova galleria di accesso lunga ben 160 metri e con un diametro di oltre 5. A 95 anni dalla scoperta, insomma, il sogno degli scopritori della Grotta Nuova si è avverato.

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