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Lunedì, 29 Novembre 2021
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La star Davide Locatelli al "Risveglio": «La mia prima volta a Udine»

Il pianista aprirà la Notte Bianca alle 7:30 del mattino in piazza San Giacomo con il "concerto del risveglio". All'interno la nostra intervista

Ad aprire la Notte Bianca di Udine sarà il pianista Davide Locatelli con il "Concerto del risveglio", in programma sabato 7 luglio all 7:30 del mattino in piazza San Giacomo. La giovane star del pianoforte dall'anima rock ha conseguito una formazione classica, prima con il diploma al Conservatorio di Mantova e poi con il percorso di studi al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano in piano e composizione jazz. Davide sta diventando famoso in tutta Europa riarrangiando e rivisitando alcuni grandi successi pop e celebri colonne sonore cinematografiche. Un mese fa ha pubblicato su Youtube il suo ultimo brano, con il tema del film "Pirati dei caraibi", che ha già raggiunto oltre 550 mila visualizzazioni. Nato ad agosto del 1992, Davide è figlio d'arte, e fin da piccolo inizia a studiare pianoforte. Prende la sua prima lezione a soli quattro anni dal padre, ex batterista dei "Dalton". Nel 2011 esce il suo primo cd, "Tunnel" e nel 2012 partecipa al festival di Sanremo Giovani scrivendo "Dentro una lacrima", con testo e voce di Davide Flauto. Dopo la pubblicazione dell'album "Fly Away", nel 2014, l'artista si esibisce in vari concerti negli Stati Uniti e partecipa al talent "Tu si que vales". Nel 2016 pubblica "La vie en...rock", rivisitazione di 15 brani che hanno fatto la storia del genere.

Musica classica e rock, due generi all'opposto. Perchè mescolarli?

«I miei studi sono di livello classico, e li ho completati a 19 anni. Avevo iniziato a 9 anni. Il giorno stesso in cui ho preso il diploma, sono arrivato a casa e ho detto "basta con questa roba!". Non per denigrare la musica classica, ma non era la mia anima. Devo tutto a quel genere di musica, ma dopo 8 o 9 ore al giorno di musica classica, non ce la facevo più. Da qui è nata l'idea del mio primo video, che ho pubblicato su Facebook. Vedevo che c'era molto interesse dietro questa cosa. Ho cercato quindi di mescolare con intelligenza la musica classica con i brani più commerciali, alla portata di tutti, e che hanno fatto la storia del rock».

Che generi e che cantanti ti hanno ispirato e ascolti?

«Per quanto riguarda i cantanti, sicuramente i Linkin Park, che sono la mia band di riferimento. I miei idoli invece sono David Garrett e i 2Cellos, che suonano musica molto simile alla mia».

Non hai lo stile di un pianista classico. Che messaggio vuoi dare a chi ti ascolta?

«Il mio obiettivo, il mio messaggio, o meglio, la mia missione, è quella di poter far avvicinare più giovani possibili alla musica. Per troppo tempo il pianoforte è stato uno strumento in mano solo ad élite di intenditori. Ma secondo me il pianoforte può essere usufruito da tutti, da chi lavora in fabbrica, in ufficio. Può arrivare a tutti. Durante i miei concerti vedo persone di tutte le età: adulti, bambini, giovani, e mi piace vedere questa fusione, perché significa che puoi comunicare senza dire una parola».

Ti sei esibito in concerti negli Stati Uniti. Cosa ti ha regalato questa esperienza?

«Mi ha dato tanta, tanta esperienza, ma ho fatto anche molta gavetta. Sono andato due volte negli Stati Uniti, e ho visto che in questo paese il mestiere del musicista si può fare anche partendo dal niente, anche per strada. Poi, in quasi tutti i locali c'è sempre un pianoforte, e si sente molto la cultura della musica dal vivo. Questo sprona le persone ad avvicinarsi alla musica. Ho suonato in diversi locali e lounge bar, ma anche in posti prestigiosi come il Blu Note. E' stata un'esperienza che mi ha dato tanto, e che porterò sempre nel cuore».

Hai mai visitato il Friuli? Cosa ti aspetti dal pubblico friulano che ti ascolterà sabato mattina?

«Non sono mai venuto in Friuli. Lo scorso anno ho fatto un tour di 64 date, ed è stato molto bello, ma anche lungo. Sabato mattina verrò a Udine come ad ogni mio altro concerto, cioè non aspettandomi nulla. Preferisco non avere una prospettiva. Con molta aspettativa secondo me si suona con meno anima. Quindi non mi aspetto niente, e lascio che sia la gente a prendere le mie note come le voglio comunicare. Così, spero di poter dare il meglio di me, e ci provo sempre. L'anno scorso ci sono stati palchi che mi hanno dato un calore immenso, ed è stata un'esperienza che mi ha aiutato a crescere. E spero non piova!».

Il tuo ultimo video con tema il film "Pirati dei caraibi" ha avuto un notevole successo du YouTube. Quali altri film userai come ispirazione per i prossimi brani?

«Il pezzo è il mio primo singolo con l'etichetta Sony Music. Ho firmato con loro un contratto poco tempo fa, e sta andando bene. Il video ha avuto molte visualizzazioni, e spero continui così. Ho già sotto le mani il prossimo pezzo, ma non anticipo niente. Si collega ai generi musicali che mi piacciono. D'altronde è l'indole dell'artista: suonare ciò che gli piace. Se non suono con l'anima, non mi sento me stesso. La cosa più bella che mi ha fatto sposare Sony Music è la libertà di scelta. Mi sento tranquillo, a mio agio, con nessuna forzatura».

Dopo Sanremo, gli Stati Uniti e il disco "La vie en...rock", quali progetti hai per il futuro?

«Sto lavorando all'uscita di qualche singolo, poi sicuramente voglio pubblicare un album, ma non so ancora la data precisa di uscita. Ma il progetto prossimo è l'uscita dell'album con etichetta Sony. Spero sia possibile, perché ho già un sacco di idee e cose che ho sviluppato. Voglio far vivere alle persone che mi seguono questo progetto, che lo desiderino».

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