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il Teatro degli orrori, fra i protagonisti del concerto

il Teatro degli orrori, fra i protagonisti del concerto

Solidarietà all'Emilia-Romagna: la risposta del Deposito Giordani

Parafrasando l'invito alla manifestazione l'Emilia non ci è stata tutta dentro al Deposito Giordani, ma c'era comunque un sacco di gente, che ha riempito il locale pordenonese per una grande serata di musica

Serata all’insegna della solidarietà quella che ha intrattenuto mercoledì sera un Deposito Giordani pieno fino all’orlo. Dopotutto il pretesto è il più attuale e valido possibile: dare aiuto ai terremotati dell’Emilia. E quale modo migliore per avvicinare i giovani alla catastrofe che non un concerto rock e gratis? Deposito Giordani pieno, dicevamo, per una line up di tutto rispetto, con la crema della scena alternative pordenonese e qualche outsider da leccarsi i baffi. Tre Allegri Ragazzi Morti, Sick Tamburo, Eva, Mellow Mood sono le band indigene, Il Teatro Degli Orrori è il prestigioso ospite proveniente dal Veneto, Bob Corn il testimone diretto del terremoto emiliano.

Porte aperte in ritardo, inizio show in ritardo, ma questa è ormai una prerogativa del locale, e comunque per una serata di beneficenza si sopporta questo e altro. All’ingresso ci sono cinque taniche vuote, che a fine serata saranno stracolme delle offerte libere dei presenti: c’è chi può donare solo uno o due euro, chi ne dona cinque, dieci o venti, ma l’importante è stato vedere tutti donare qualcosa, dimostrando che la musica può davvero essere un’ancora di salvezza in tempi duri come questi. Alle 21 sale sul palco il Coro Anni Dieci, creatura di Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che ci propone un sisma “a cappella”: salti, soffi, battito di mani, di dita, di piedi, per concludere con i cinguettii degli uccelli – richiamati dalle maschere indossate dal coro - che, come dirà Bob Corn durante la sua performance, “non sentono la terra tremare, quindi per loro la vita continua come sempre”.

Le performance sono brevi, quattro o cinque canzoni a gruppo, per intenderci. Salgono sul palco i Mellow Mood, idoli reggae pordenonesi e freschi di album pubblicato su La Tempesta International, che li mette sulla rampa di lancio come ottimo materiale italiano da esportazione. I brani estratti da questo “Well, Well, Well” sono carichi e coinvolgenti, come anche la band sul palco, che da prova di un ottimo affiatamento live. Dopo di loro tocca ad Eva, ex cantante dei Prozac+, ed ora tornata sulle scene con l’album solista “DuraMadre”. Siccome la band al completo non poteva essere presente, la vocalist propone un set acustico di tre brani, in cui si fanno valere soprattutto la sua voce potente e i suoi gorgheggi, anche se a volte troppo sostenuti. E’ il turno del Teatro Degli Orrori, che per l’occasione si ripresenta sul palco in formazione standard: non ci sono la chitarra e le tastiere aggiunte negli ultimi due album, on stage ci sono solo Mirai, Valente, Favero e l’istrionico Capovilla, che con la formazione degli esordi ripropongono i quattro brani che aprono il loro debutto discografico: “Dall’Impero Delle Tenebre”. A metà performance ci sono dei problemi con il basso di Favero, tanto che Molteni dei TARM si vede costretto a prestargli il suo, ma questo non intacca di certo uno show ai limiti della perfezione, con un Capovilla in forma smagliante (e parecchio brillo, ndr) e un Mirai che lancia rasoiate dalla sua chitarra.


E’ il turno dei Sick Tamburo, altra metà dei Prozac+. Elisabetta Imelio e Gianmaria Accusani scelgono un set che mixa con successo brani vecchi e nuovi, risultando coinvolgente e compatto. “Dimentica”, “Intossicata”, “E So Che Sa Che Un Giorno”, “Parlami Per Sempre” e la nuova “A.I.U.T.O.” fanno scatenare il pubblico del Giordani e confermano lo status di grande live band che i quattro si stanno assicurando in giro per l’Italia. Sale poi sul palco l’emiliano Bob Corn, assieme al videomaker Michele Bernardi, entrambi scampati al terremoto e ora “residenti” in una tendopoli. E’ l’occasione per riflettere sul disagio che stanno vivendo le persone colpite dal sisma, anche grazie alle toccanti note del cantautore, che mischia con sapienza pop e folk, regalando una performance delicata e in punta di piedi. Ma poi il palco è tutto per loro, i Tre Allegri Ragazzi Morti, forse i veri idoli della Pordenone musicale. Il live è composto da sette brani che ripercorrono tutta la carriera della band, come in un breve “best of”. Bellissima la prova della band su “Il Mondo Prima” e “Quasi Adatti”, su cui Toffolo, nel suo nuovo vestito da “mostro della palude”, si dimentica pure l’inizio del testo. La serata finisce com’era iniziata: il Coro Anni Dieci, in compagnia del cantante dei Ragazzi Morti, torna sul palco ed intona “La Tatuata Bella”, classico inno di fine concerto della band mascherata pordenonese. E’ il momento per ballare con il DJ Set, ma è anche il momento di uscire dal Deposito e gettare le proprie monetine nelle taniche. In fondo sono tutti lì: Eva, Gianmaria ed Elisabetta, Toffolo e i Mellow Mood. Tutti lì a ringraziare ogni mano che inserisce qualche offerta all’interno di questi bottiglioni di plastica. E’ un modo come un altro per cercare di fare qualcosa per aiutare chi soffre, ma a me pare che questo modo abbia funzionato più degli altri, soprattutto perché è riuscito a fare breccia nei cuori dei giovani. E non è poco.

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