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Luciano Ligabue sul palco di Cividale

Luciano Ligabue sul palco di Cividale

Ligabue show a Cividale: rock tutto energia e muscoli per il cantante

Parco della Lesa gremito con 35.000 fan in deliro che hanno restituito al performer emiliano fino all'ultimo briciolo di energia trasmessa. Grande serata di musica, tra brani nuovi e vecchi successi intramontabili

Un tour essenzialmente rock. Questa la volontà di Luciano Ligabue per questo “Sotto Bombardamento Tour 2012”, che fa tappa a Cividale per la gioia estatica di 35.000 fan in delirio. La location prescelta è il Parco della Lesa, che per una sera diventa teatro di uno show rock & roll, come appunto era il desiderio del performer emiliano. Meno visuals, meno ballate, più energia e muscoli: anche le grafiche che accompagnavano ogni brano nei tour precedenti sono sostituite dalle inquadrature del rocker e del pubblico, come a cercare di creare un legame ancora più solido.

Alle 21:30 lo show può iniziare. All’interno del parco, “ingabbiato” per l’occasione, i fan aspettano pazienti. Partono delle esplosioni però, è l’intro di Sotto Bombardamento, che vede l’ingresso prima della band, poi di Ligabue, con camicia azzurra e chitarra, un onesto impiegato del rock. La scaletta vede preferiti i pezzi maggiormente “tesi”, con interessanti innesti di pezzi raramente suonati dal vivo: è il caso di A.A.A. Cercasi e Lo Zoo è Qui. Lo spettacolo continua tra brani nuovi e vecchi, tra cui spicca Il Giorno Dei Giorni.

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E poco importa se ad orecchi poco allenati alla discografia del rocker emiliano questi brani sembrano tutti uguali, perché il parco gremito restituisce al Luciano nazionale ogni singola parola di ogni singolo brano. Certo, è innegabile che gli ultimi dischi del “Liga” siano effettivamente scontati e molto “di maniera”, perché dal vivo vengono resi con un piglio e un’aggressività che li veste di una luce nuova. La band suona convinta e precisa, e il leader è addirittura stupito quando chiede al pubblico quanti under 20 sono presenti, ricevendo come risposta un’ovazione fortissima. L’età media è medio-alta, comunque, nonostante la trasformazione che anche i “vecchietti” assumono a inizio concerto: tutti ballano, tutti cantano, fanno finta di suonare la chitarra.

E allora pazienza se chi scrive non è di certo un fan di chi suona. Paragonando il cinquantenne muscoloso che si dimena sul palco al suo storico rivale che si diletta a fare “clippini” su facebook, non c’è storia.  C’è anche il paragone tra il terremoto in Friuli e quello in Emilia e la dedica agli sfollati con “Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha”, che si somma alla partecipazione di Ligabue al mega concerto per i terremotati di qualche giorno fa (che l’altro “grande rocker” ha amabilmente disdegnato). Questo fa capire l’umanità, l’umiltà e il cuore di un artista che magari si è fossilizzato sempre e comunque su uno stesso genere e sul suo successo, ma che non smette di pensare ai propri fan in modo “pratico”, ascoltando richieste per brani da eseguire live e chiacchierando con i fan quasi prima di ogni brano. A fine serata Cividale si scioglie in un lunghissimo applauso, che forse è iniziato alle 21 e 30 e non ha mai smesso.

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