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Andy, che ha dato spettacolo con il suo dj set

Andy, che ha dato spettacolo con il suo dj set

Deposito Giordani: partita la stagione dei concerti pordenonesi

Sono stati gli Heike Has The Giggles e i Fluon ad aprire l'autunno/inverno musicale del locale di via Prasecco, uno tra i pochi in Regione a proporre un cartellone all'insegna della qualità musicale

Serata d’inaugurazione, ieri sera, per il Deposito Giordani di Pordenone, ormai uno dei pochi locali rimasti in FVG dove godere di concerti di musica più e meno indipendente. Tanto per ricapitolare i prossimi eventi, in ordine sparso: Gem Boy con Cristina D’Avena, Dolcenera, Finley, Vinicio Capossela, Lo Stato Sociale, Punkreas, e molti altri che si aggiungeranno di giorno in giorno. La riapertura, svoltasi ieri, era stata anticipata il 20 ottobre dal live dei Rumatera, band di energico punk rock veneto, ma è stata solo la serata di Halloween a dare il nuovo “via” alla stagione concertistica pordenonese 2012-2013.

Le scorse due edizioni avevano visto protagonisti prima i Tre Allegri Ragazzi Morti, idoli della città, poi gli Aucan, nuovi talenti emergenti dell’elettronica italiana; ieri sera è toccato agli Heike Has The Giggles, giovane band punk rock proveniente dall’Emilia Romagna, ed ai Fluon, capitanati da quell’Andy che, assieme a Morgan, era la spina dorsale dei Bluvertigo. Partiamo da questi ultimi: eyeliner pesante, acconciature che definirei “bizzarre” e una proposta musicale che vacillava tra i krautrock di Kraftwerk e Neu! e la dubstep commerciale che va tanto di moda adesso. Fa quasi sorridere di tenerezza l’alternarsi tra “il pezzo electro” (come lo definisce Andy) e la successiva cover di Polvere di Enrico Ruggeri, appiattita dalla drum machine sempre uguale che martella su tutti i brani e dalle sintesi elettroniche che coprono quanto il brano aveva di poetico. Poi di Andy non si può parlare male come della sua band: bella voce, impostata e intonata, perfetta pronuncia in inglese, e si alterna alle tastiere, agli iPad attaccati alle aste dei microfoni e al sassofono, che stempera sovente il ritmo marziale ed aggressivo della band.

Discorso a parte va fatto per gli Heike Has The Giggles. Giunti al secondo album (“Crowd Surfing” del 2012, il primo era “Sh!” del 2010) e dediti ad un punk rock filtrato dal pop molto semplice, eppure di grande impatto. Prova generale prima del tour europeo che sta per partire, la data di Pordenone vede una scaletta compatta, che mischia sapientemente i due album della discografia della band, senza interruzioni o momenti deboli. Menzione a parte per i tre musicisti, tutti giovanissimi: la vocalist e chitarrista Emanuela è, al momento, una delle più belle voci del panorama indipendente italiano, mentre basso e batteria formano un muro denso e deciso, che forma l’ossatura base del suono della band.

A fine serata ecco il DJ set di Andy, che tutti attendevano, ed ecco allora tutti a ballare sulle note messe in console dall’ex Bluvertigo, chi mascherato, chi no, ma tutti vogliosi di fare festa. Ma solo in quel momento: durante i set delle band, infatti, il pubblico si è tenuto in disparte, fermo e immobile a guardare da lontano, dando ben poco sostegno ai gruppi sul palco. Un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, speriamo solo un passo falso di una stagione che ci auguriamo sia piena di successi.
 

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