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La Julia parte per il Libano, mille penne nere salutano il Friuli

La Brigata Alpina pronta per la missione "Leonte XXIV" che li vedrà nuovamente impegnati fino a metà ottobre. Oggi gli onori alla bandiera di guerra del 7° regimento all'interno della caserma Di Prampero

La brigata alpina "Julia" ha salutato ufficialmente casa sua, il Friuli, prima della partenza per la missione in Libano. All'interno della caserma Di Prampero di Udine, la cerimonia di saluto è iniziata con l'arrivo della banda militare, che ha scandito l'entrata dei rappresentanti dei reggimenti che saranno impegnati in Medio Oriente: i militari del Comando Brigata, i militari del 7° Reggimento Alpini di Belluno, i cavalieri del Reggimento Piemonte Cavalleria di Villa Opicina, il Reggimento Logistico Merano e il 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento.

La missione

Il contingente conta circa 1000 uomini e la missione dovrebbe durare circa sei mesi, da aprile a metà ottobre. Per il generale Berto si tratta di una spedizione molto importante e la Julia rappresenta una brigata di punta per l'esercito italiano. Le attività saranno di monitoraggio della cessazione delle ostilità nelle zone di confine con Israele, l'assistenza alla popolazione locale e il supporto all'addestramento delle forze armate libanesi. "Il Libano è un teatro particolare, in quanto c'è molta tensione tra le due parti. Non ci sono ancora i segnali per un escalation, ma è comunque una situazione delicata. Finora la Julia è sempre stata sotto la bandiera dell'Alleanza Atlantica. Per la prima volta è sotto la bandiera delle Nazioni Unite." sottolinea il generale Fabbri. "Questa missione è una sfida, ma la brigata Julia è pronta."

La cerimonia

A seguito dell'entrata dei reggimenti, si è dato onore alla bandiera di guerra del 7° reggimento Alpini e la banda ha intonato l'inno di Mameli. Arrivano poi il generale di brigata Paolo Fabbri, e il comandante delle truppe alpine generale di corpo d'armata Claudio Berto.

Il generale Fabbri vuole salutare la brigata Julia, e gli altri reggimenti, in maniera sobria. Il militare assumerà la guida del Sector West con sede a Shama ed avrà alle dipendenze militari di diverse nazioni, tra cui Armenia, Austria, Brunei, Corea del Sud, Croazia, Finlandia, Ghana, Indonesia, Irlanda, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria. Sarà quindi una missione con una nuova configurazione, ossia multinazionale. "L'insieme di queste nazioni incrementano la capacità internazionale, e dopo mesi di duro lavoro, la Brigata è pronta ad affrontare la sfida." Secondo il generale, la missione è strategica in quanto il Libano ha in comune con la nostra patria il Mar Mediterraneo.

Il generale Berto descrive questa missione come uno sforzo della comunità internazionale che dura dal 1978, caratterizzata da periodi di tensione e periodi di pace. La missione è un impegno di civiltà verso i cittadini che hanno sofferto per le guerre. "Il Libano è un posto culturalmente vicino all'Italia, sia legato alle repubbliche marinare del passato, sia perchè è stato considerato la Svizzera del Medioriente. E' inoltre famoso per la sua cultura." I militari saranno spiegati sulla linea di confine. "Alpini della Julia, e a te, Paolo, auguro un buon lavoro. So che andrà tutto bene. La comunità internazionale e il nostro paese ve ne saranno molto grati."

Sergio Bolzonello, in rappresentanza della Regione, descrive questa missione come una nuova pagina della storia gloriosa della Julia. "Il legame tra la Julia e la popolazione del Friuli è sempre stato molto forte, per l'affetto e il sostegno spontaneo e genuino." L'integrazione europea passa anche attraverso le operazioni militari, che sono uno dei pilastri della comunità. "Viva la Julia e viva l'Italia."

Per concludere la cerimonia, il cappellano militare della Julia ha letto la preghiera dell'alpino. Gli onori finali sono andati alla bandiera di guerra, al comandante e al Labaro dell'associazione nazionale degli Alpini.

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