Alla Case delle farfalle nasce il "Mufffa", Museo delle farfalle e delle falene

Nonostante il coronarivus, la Casa delle farfalle di Bordano non si ferma, e oggi è stato ufficialmente aperto il museo che potrà essere visitato solo a fine emergenza

Doveva aprire il 22 marzo scorso, ma a causa dell'emergenza sanitaria in atto, anche la Casa delle farfalle di Bordano si è vista costretta a tenere chiuse le proprie porte al pubblico. Ma nonostante il coronavirus, la struttura non si ferma. Oggi, infatti, è stato inaugurato il "Mufffa" - Museo delle farfalle e delle falene che potrà essere visitato solo a emergenza terminata.

La nuova apertura

“Negli ultimi 4 anni di gestione della Casa delle farfalle a Bordano – ci spiega Stefano Dal Secco, presidente della cooperativa Farfalle nella testa – abbiamo lavorato su svariati fronti, per rendere sempre più autorevole e riconosciuta a livello nazionale ed europeo, questa eccellenza regionale. In questi anni abbiamo creato e fatto crescere di diversi ordini di grandezza la quantità e la qualità dei servizi didattici; abbiamo fatto diventare la cafeteria una vera e propria vetrina dell’enogastronomia friulana; abbiamo riaperto lo spazio espositivo supplementare per le mostre temporanee. Oggi, infine, uno dei passi più importanti: l’apertura del Muffa, un vero e proprio museo di storia naturale, che viene ospitato presso la Casa delle farfalle”.

Il museo

È Francesco Barbieri, entomologo, direttore scientifico della Casa delle farfalle e del nuovo museo, a raccontarlo: “Come vale per ogni museo di storia naturale, uno degli scopi principali del Mufffa è la conservazione di collezioni di reperti biologici, in questo caso di lepidotteri (farfalle e falene), che sono messi a disposizione della comunità scientifica per lo studio di questi insetti. Anche se appena nato, il Muffa vanta già una ricca collezione scientifica costituita da più di 350 teche entomologiche provenienti da collezioni private, donazioni e dalla stessa Casa delle farfalle”.

La collezione

Ma cos'ha di particolare questo nuovo museo? Il Mufffa contiene una vasta collezione di farfalle "insolite", ovvero di esemplari che presentano caratteristiche diverse da quelle tipiche della propria specie. All'interno del museo, per esempio, si potranno osservare esemplari ibridi che, seppur molto rari, si possono trovare vivi all'interno delle serre a Bordano. Oppure i ginandromorfi: individui per metà maschio e metà femmina che sebbene riescano a sopravvivere nelle serre, non avrebbero molte possibilità, nell’ambiente naturale.

Divulgazione scientifica

“Un altro importante ruolo di questo come di ogni museo è la divulgazione scientifica – afferma Barbieri –, attività di primaria importanza nell’educare la comunità alle realtà naturali, per conoscere come funziona la natura, il nostro pianeta e, di conseguenza, aumentare la nostra consapevolezza di quale sia il nostro ruolo ecologico, quanto delicato sia e quanto dipenda da noi il futuro di tutti i viventi. In realtà le farfalle sono interessanti quanto le zecche, gli scarafaggi e i muschi, tuttavia gli umani hanno sempre avuto un debole questi leggiadri animali. Per questo motivo, le farfalle si prestano meglio di altri a diventare il punto di partenza per spiegare gli importanti (e spesso complicati) concetti che sono alla base della conoscenza scientifica. Il Mufffa quindi non è solo una collezione, ma un ‘contenitore’ in cui lavoriamo per trovare sistemi di comunicare la scienza sempre più efficaci, attuali, interattivi, per promuovere la contemplazione e la meraviglia, intrattenendo il nostro pubblico con esperienze sicuramente divertenti ma, cosa più importante, illuminanti e ispiratrici. Perché crediamo, davvero, che comprendere una farfalla possa aiutarci a cambiare il mondo”.

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