Il carnevale civico studentesco” del Fogolâr Civic

Sette classi ricevute dal Sindaco con bandiere e torri da abbattere in piazza intitolate ai mali della società contemporanea. L'iniziativa è stata promossa da Fogolâr Civic e Academie dal Friûl nell'anniversario della rivolta friulana della "Joibe Grasse" 1511

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Dagli archetipi "Vespri Siciliani" alla friulana "Crudel Zobia Grassa" sino alla tricentenaria rivolta isontina "dei Tolminotti". Dal veneziano Palazzo Ducale all'udinese Loggia del Lionello. Dalla Pietra del Principe sloveno-carinziana e dalla veronese Casa di Giulietta al locale Pozzo di San Giovanni. Mercoledì 27 febbraio 2013, anniversario dei moti friulani del Giovedì Grasso 1511, prima grande rivolta di popolo dell'Europa moderna, a Udine ritorna la manifestazione "spontanea" dal titolo "Carnevale Civico Studentesco", promossa tradizionalmente dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e dal Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" presieduti dal prof. Alberto Travain. L'iniziativa - summa di memorie e tradizioni civiche al crocevia dell'Europa latina, slava e germanica, rivisitate tra i banchi di scuola - vedrà quest'anno la partecipazione di sette classi della locale Scuola Secondaria di Primo Grado "G. Marconi", afferente al Primo Istituto Comprensivo cittadino diretto dalla prof.ssa Roberta Bellina, che saranno pubblicamente incontrate dal sindaco del capoluogo friulano, prof. Furio Honsell. Alle ore 9.30, da Porta Gemona un corteo studentesco muoverà sui passi dell'esercito contadino che la mattina del 27 febbraio 1511 accorse da Chiavris per difendere Udine da ipotetico proditorio assalto, cui seguì una sollevazione contro i notabili locali accusati di voler tradire la patria al nemico. Alle ore 10 le scolaresche saranno ricevute dal primo cittadino sotto le volte della Loggia del Lionello, dove avrà luogo - gesto di civica fratellanza - la commemorazione del terzo centenario della rivolta popolare isontina "dei Tolminotti" (1713) e dei coevi tumulti udinesi, con lettura dei nomi dei capi giustiziati od imprigionati, salutati dagli "urrà" studenteschi. In seguito, il sindaco, munito di mazza cerimoniale consegnatagli dagli alunni e decorata dagli stessi con citazioni sulla sovranità popolare tratte dalle Costituzioni dei tre Paesi europei confinanti nel Friuli Venezia Giulia, abbatterà dozzine di torri allegoriche realizzate dalle scolaresche ed intitolate dalle medesime ai mali che affliggono la societa odierna, nel solco di un'antica tradizione del Carnevale veneziano implicante un'analoga demolizione, da parte delle autorità, di dodici sagome di castelli simboleggianti la prepotenza dei potenti di casa nostra. Una stella filante offerta dai ragazzi al primo cittadino per essere lanciata contro il monumento al luogotenente Andrea Trevisan che riuscì ad ottenere l'abolizione dell'antica democrazia udinese dopo la rivolta del 1511, sarà un modo infine originale per ricordare i cinquecento anni della soppressione della storica assemblea dell'Arengo, fondata dal patriarca Bertrando. Alle ore 11.30, poi, uno studente assiso sul Pozzo di San Giovanni, trasformato idealmente, in Via Stringher, nel mitico trono di Carantania, porrà in capo al sindaco un berretto rustico, rivisitando antiche tradizioni d'investitura popolare delle autorità delle vicine Carinzia e Slovenia, terre da millenni strettamente legate al Friuli e ad Aquileia. Letture shakespeariane e la deposizione di due rose commemorative della tragedia di Romeo e Giulietta, nata da quel ventre di lotte intestine che fu per secoli la terra friulana, concluderanno la manifestazione, presso quello stesso pozzo che vide scoppiare i tumulti della "Joibe Grasse": il tutto siglato da una citazione di Cicerone inneggiate agli affetti come principale effettivo collante di una società e di un mondo migliori.

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