Martedì, 18 Maggio 2021
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Carnevale civico studentesco 2017, Udine abbatte i castelli delle prepotenze

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Secondo alcune testimonianze, deve essere stato davvero suggestivo udire dal Castello il rullo dei tamburi e l'antico slogan "Savorgnan! "Savorgnan!" salire nuovamente dalle strade del centro cittadino di Udine come 506 anni prima. "Siete 'zamberlani'?" aveva chiesto un attempato passante agli alunni schierati sul terrapieno della storica Piazza Contarena, notandone i berretti infiorati richiamanti quelli della fazione popolare friulana del Cinquecento, con il "garofulum"... Vivissime, infatti, l'emozione e la soddisfazione registrate in seno alla comunità scolastica che ha partecipato, nel capoluogo del Friuli Storico, al rinnovato "Carnevale Civico Studentesco" promosso tradizionalmente dal Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" e dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" nella rimembranza della "Joibe Grasse" o "Crudel Zobia Grassa" friulana del 1511, la prima grande rivolta di popolo della storia europea moderna. "Rifare il mondo tra i banchi di scuola in un antico crocevia d'Europa nel tempo rituale del sovvertimento": ecco il senso di un evento dedicato a utopie e memorie di cittadinanza e di sollevazione contro la tirannide nelle regioni alpino-adriatiche affratellate dall'antica Aquileia nel cuore del Continente. Protagonista, quest'anno, la Scuola Secondaria di Primo Grado "Gian Domenico Bertoli" di Pasian di Prato, intitolata specificamente al "padre" della conservazione dei beni culturali aquileiesi in un territorio che custodisce anche tra l'altro la mitica Croce del Beato Bertrando, patriarca-principe "aquileiensis" e richiamo internazionale a mille leggende di ribellione contro tiranni e tirannie di ogni epoca. A tamburo battente, salutati da una cittadinanza curiosa ed incredula, cortei studenteschi si sono snodati festosamente nel Centro Storico inneggiando al capo degli insorti friulani del 1511, il popolarissimo Antonio Savorgnan, e ostentando trofei di vittoria contro le tirannie di oggi. Come ogni anno, il momento clou dell'evento è stato caratterizzato da una singolare rivisitazione di una cerimonia dell'antico Carnevale di Venezia, risalente al 1162, che prevedeva l'abbattimento, da parte delle autorità, di dodici sagome di castelli simboleggianti la prepotenza dei potenti del Friuli di un tempo, rito tradotto nella concretezza quando davvero il popolo friulano prese d'assalto i palazzi e i manieri della sua nobiltà durante la tragica "Joibe Grasse" cinquecentesca e in questi ultimi decenni ripreso in chiave cerimoniale, prima civica (2000), poi scolastica (2010, intitolando le torri allegoriche ai "mali" del vivere contemporaneo, individuati dalle scolaresche di Pasian di Prato, quest'anno, principalmente in avidità, bullismo, discriminazione, disprezzo, esclusione, inquinamento, insulto degli affetti, maltrattamento degli animali, menefreghismo, omicidio, razzismo e scherno. Ad abbattere i simulacri, realizzati dagli alunni validamente diretti dal prof. Romano Cimenti, è stato non il doge della Serenissima ma il vicesindaco del capoluogo storico friulano, rag. Carlo Giacomello, il quale ha indirizzato un magistrale saluto alle scolaresche condividendo validamente con le stesse il pregnante momento educativo e didattico. Si è ripetuto anche un suggestivo rito ispirato all'investitura popolare dei primi duchi di Carinzia, di cui il Friuli un tempo fu parte e spiritualmente Aquileia fu madre, con la simpatica imposizione di un berretto rustico alla Dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di Pasian di Prato, dott.ssa Carla Ferrari, proprio nell'ora fatidica e presso quel Pozzo di San Giovanni che vide l'inizio della "Joibe Grasse", trasformato per l'occasione nella carantana "Pietra del Principe", "Fürstenstein" ovvero "Knežji kamen", trono lapideo formato da resti romani e simbolo di remotissime tradizioni di democrazia degli antichi Sloveni, tradizioni cui si riferirono, nel Settecento, persino i padri degli Stati Uniti! Particolarità di questo "Carnevale Civico Studentesco" 2017 sono state senz'altro le prime assolute rimembranze pubbliche dei trecento anni dei popolarissimi titani udinesi "Florean e Venturin", emblemi civici contro la tirannide, presso i cui simulacri in Piazza Libertà sono state deposte rispettivamente una rosa bianca e una rosa rossa a ricordo, da un lato, dei cinque secoli della rivoluzione internazionale di "Fra Martino" - Martin Lutero, naturalmente - e, dall'altro, dei tre della liberazione locale dal giogo del "Conte Lucio" - il perfido Lucio Torriani, "don Rodrigo" friulano dell'epoca - che di quelle statue era il proprietario. Particolarmente prezioso, per le rimembranze del Protestantesimo tedesco, è risultato certamente il contributo della prof.ssa Elisa Pavan. Ed è stato ricordato anche Giulio Regeni ad un anno e un mese dalla scomparsa, eroe studentesco cosmopolita contro le ingiustizie, cui le scolaresche hanno reso omaggio presso la Colonna della Giustizia con la deposizione di una corona laurea e il canto dell'inno universitario "Gaudeamus igitur". Dirette dalla prof.ssa Claudia Petrazzo, nelle varie fasi della manifestazione, le scolaresche hanno intonato, in diverse lingue, alcuni celebri canti di mobilitazione contro la tirannide rappresentativi delle culture insediate tra Alpi e Adriatico: dalla friulana "Se il mont si strucje" alla slovena "Le vkup uboga gmajna", dalla tedesca "Die Gedanken sind frei" all'italiana "Dall'Alpe a Sicilia". La manifestazione scolastica, cui hanno preso parte anche rappresentanze istituzionali e socioculturali della città, si era aperta a metà mattinata con una visita allo splendido Scalone dei Castelli di Palazzo di Polcenigo (di Toppo - Wassermann), sontuosa dimora nobilare oggi sede della Scuola Superiore dell'Ateneo friulano, dove le scolaresche sono state accolte, tra l'altro in piena sessione di lauree, e salutate dai sodalizi promotori dell'evento, rappresentati dal loro presidente e primo propulsore dell'iniziativa, il prof. Alberto Travain, dal critico d'arte romano Alfredo Maria Barbagallo e da delegazione "fogolarista" locale costituita dai cittadini Milvia Cuttini, Eugenio Pidutti e Luigina Pinzano. Indirizzi di saluto sono stati espressi anche dalla presidente del rinnovato Arengo comunale, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, e dal delegato del Club per l'Unesco di Udine, arch. Amerigo Cherici. Conclusione dell'evento al Pozzo di San Giovanni, con la deposizione di due rose appaiate, una bianca e una rossa, superamento delle divisioni, in omaggio alla tragica storia friulana di Romeo e Giulietta, vittime esemplari delle guerre civili che continuano a insanguinare il mondo. Altre testimoninanze, poi, ed interventi dalla convenuta società civile, tra cui, particolarmente apprezzati, quelli dell'intellettuale civista udinese Michelangelo Castellarin e del benefattore don Tarcisio Bordignon. Con la deposizione delle coccarde commemorative delle singole classi partecipanti - tutte le Seconde della Scuola "Bertoli" - e il discorso finale di un accorato giovane oratore studentesco di nome Enrico, l'iniziativa del "Carnevale Civico Studentesco" ha siglato così la sua sesta edizione, proponendosi come costume della Scuola friulana ampiamente integrato in quella nuova didattica per competenze che costituisce l'orizzonte odierno della Pubblica Istruzione. Debita menzione per i docenti prof.ssa Silvia Bellachioma, prof.ssa Silvia Brandolin e prof.ssa Anna Pajaro che hanno attivamente condiviso lo spirito dell'iniziativa supportando le scolaresche nella più proficua partecipazione.

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