C’erano una volta le mascherate di Orsaria

Le elementari di Premariacco fanno rivivere l’antico carnevale.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

A Orsaria la sfilata delle maschere di Giovedì Grasso è partita alle 11.00 da Via Mercato Vecchio 17 ed è arrivata in piazza Concordia tra canti e balli. La musica, infatti, era il tema al quale hanno lavorato quest'anno gli alunni e le insegnanti della scuola primaria di Premariacco

Le Mascherate di carnevale a Orsaria pare risalgano al Seicento, sono sicuramente documentate dalla seconda metà dell''800 e descritte con precisione negli anni Venti e Trenta. L'argomento veniva ispirato dalle vicende locali e da fatti internazionali che attori con il volto coperto, sotto la direzione di un «presidente», interpretavano in chiave o umoristica o satirica. A questo proposito segnaliamo che è allestita una interessante mostra fotografica nell'attuale sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Orsaria (S.O.M.S.I.). Al tempo dai balconi delle case si scambiavano battute di sfida anche due fantomatici personaggi: Cresima e Carnevale e gli orsariesi erano noti dappertutto, in Friuli, per l'acume del loro spirito.

L'ultima grande sfilata di carri allegorici si tenne nel 1954 ma, dal 1994, il Gruppo Giovanile del paese ha riportato in auge il Carnevale e, più di recente, anche la scuola si è attivata per offrire il suo contributo alla comunità: ora che tutte le classi delle elementari sono concentrate a Premariacco, viene mantenuta una promessa fatta agli abitanti di Orsaria di riportare in piazza, almeno a Carnevale, tutti i 165 scolari.
E allora bambini e maestre, coordinati da Vanda Furlan e Verbena De Blasio, con la complicità dei "nonni" volontari, della stessa Società Operaia, della Cooperativa di Premariacco e del Panificio Devoti hanno fatto rivivere anche quest'anno, se non la goliardia o la satira, l'allegria e il buonumore. Con gran finale di crostoli e bibite per tutti.

Tema del carnevale 2016: "la danza di Rosinka", una delle canzoni del 52° Zecchino d'Oro, e poi, per coinvolgere la gente nelle danze, il Gioca Jouer, Supercalifragilispichespiralidoso, Ciapa la gallina e Un punto di vista strambo. E visto che di canti e di balli si è trattato, sul carro, costruito con la complicità del signor Inerio e del signor Gianni, c'erano tanti strumenti musicali, due cantanti in abiti d'epoca, il fisarmonicista Alvaro e nonno Aurelio nelle vesti del grande Mago.

La storia di Rosinka ha un bel risvolto educativo: c'era una volta una dolce bambina che danzava sulle ali della sua fantasia. Danzava, girava, volava e rideva tra la folla. Sognava un mondo di felicità. Allora arriva un mago che realizza il suo sogno, e lei danza, salta, vola lieve tra la gioia della gente in allegria.

Rosinka,
Rosinka
Ci ha insegnato che si può cambiare il mondo che verrà
Rosinka,
Rosinka
Nel silenzio dove non esiste la diversità
Puoi sentire quello che la gente più non sa.

Morale della favola: si può cambiare il mondo a suon di musica? Certo che si: basta seguire il ritmo di Rosinka e dare inizio a una danza che contagia tutti con la sua allegria.

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