16° omaggio civico a Giulio Cesare, padre di un Friuli cerniera delle genti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"Iulio Reginio defensori libertatis ultramarinae". Quest'anno, una dedica floreale in più, a Cividale del Friuli, per le Idi di Marzo, sotto la statua di Giulio Cesare, leggendario "padre" di una Friulanità cerniera di genti, lingue e culture ma anche antico eroe popolare ucciso dai tiranni di una repubblica tutt'altro che democratica. Una dedica floreale a un figlio valorosissimo di una regione orgogliosa di avergli dato i natali e irrimediabilmente offesa dal suo barbaro recente assassinio in terra d'Egitto. "A Giulio Regeni, difensore della libertà ultramarina (extraeuropea)" recita il cartiglio - in latino, in friulano e in inglese, in memoria del giovane martire civico friulano cosmopolita - che avvolge le rose collocate ai piedi del locale monumento cesariano, affacciate al duomo cividalese. Cerimonie sommesse, testimonianza di dovere morale, non di retorica spettacolare. Per la sedicesima volta, infatti, il 15 marzo 2016, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", in accordo con la Federazione provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro e con il Club per l'Unesco di Udine, hanno rinnovato le rimembranze sociali annuali della scomparsa dell'eponimo regionale Giulio Cesare, fondatore di un "Forum Iulii" quadrivio di popoli e cuore d'Europa, nel 2060° della mortale congiura aristocratica che, accusandolo di tirannide, eliminò il massimo leader popolare vittorioso dell'antica Roma. Dopo, quindi, la deposizione di sedici rose associate alla dedica "Parenti Patriae" (trad. it. "Al Padre della Patria") e corrispondenti agli anni di mobilitazione culturale spontanea tesa a recuperare lo spirito dell'originario mito fondativo cesariano locale, fondamento ideale di un'unità nella diversità al crocevia fisico e antropologico del Continente, come tradizione dal 2001, si sono anche resi i debiti onori all'eroe gallico Vercingetorige, antagonista del "Padre Giulio" ed encomiabile campione storico europeo di libertà locale e nazionale contro gli imperversanti imperialismi. Da qui l'intitolazione di un mazzo di fiori "Vercingetorigi defensori libertatis citramarinae" ossia "a Vercingetorige, difensore della libertà citramarina (europea)". Poi, la dedica a Giulio Regeni, figura mirabile per il coraggioso impegno socioculturale profuso in quello stesso Egitto che risultò già fatale nell'Antichità ad un altro eminente "foroiuliensis", Cornelio Gallo, primo prefetto romano sul Nilo (il committente dell'obelisco di Piazza San Pietro!). I sodalizi dedicanti comunque prediligono associare culturalmente la testimonianza dello studioso di Fiumicello a quelle di altre degne figure di benemeriti e cosmopoliti corregionali, quali innanzitutto quella dell'inerme esploratore Pietro Savorgnan di Brazzà, filantropico missionario civile cui oggi s'intitola anche l'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari, personaggio spesosi sino alla morte nella difesa dei diritti umani contro tiranni e sfruttatori d'Africa. Il 27 febbraio scorso, tra l'altro, Regeni è stato proclamato anche "secondo patrono morale" - dopo il celebre Patriarca Bertrando - dello storico circolo universitario friulano summenzionato, rilevandosi nella vicenda del ricercatore fiumicellese, campione di libertà civica e accademica, un "esempio incredibilmente fulgido di antico valore civico locale incarnato da un tenace giovane studioso figlio del Friuli aquileiese e impegnato cittadino del mondo". Preceduti dall'indirizzo di saluto del Comune di Cividale del Friuli - l'originario Forum Iulii cesariano - rappresentato dall'assessore rag. Catia Brinis, si sono avvicendati, nella piazzetta in cui si erge il monumento a Giulio Cesare, gli interventi del presidente del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl, prof. Alberto Travain ("I fasìn i onôrs a Regeni ca sot di chest monument al Pari dal Friûl, altâr ideâl di Lares e Penates vâl a dî des memoriis e dai valôrs sacrosants di dute une comunitât regjonâl che si scuvierç famee civiche midiant de clamade a fâ front di difindi il ricuart di un dai siei zovins plui valorôs fîs" - trad. it. "Rendiamo omaggio a Regeni presso questo monumento al Padre del Friuli, altare ideale dei Lari e Penati, delle rimembranze e dei sacri valori, di un'intera comunità regionale che si riscopre famiglia civica nella chiamata a serrarsi a difesa della memoria uno dei suoi più valorosi giovani figli"), del referente del Fogolâr Civic per il Friuli Orientale, geom. Sergio Bertini ("Con il carico di memorie e di valori che ad essa si legano, personalmente sento questa statua cividalese di Giulio Cesare come un richiamo, rivolto a tutti, a essere migliori, sul piano umano e civile"), dell'intellettuale romano prof. Alfredo Barbagallo ("Chi muore per la libertà non è uno sprovveduto ma coscientemente si pone come argine alla tirannide per evitarne il pernicioso e incontrastato dilagare: qui sta l'eroismo di Giulio Regeni, che siamo a ricordare oggi presso la statua del padre eponimo della sua comunità regionale, personaggio eccezionalmente proteso verso il bene comune del suo popolo") e del cultore di storia cesariana sig. Stefano Cassina ("La grandezza civile di Giulio Cesare solitamente non viene rimarcata, offuscata ancora dalla propaganda dei cesaricidi tutori esclusivi della libertà di una repubblica dei potenti"). Dopo le deposizioni floreali e gli onori popolari resi dalle insegne delle cinque sezioni ovvero "quintieri" del Fogolâr Civic ai tre ideali "lares" commemorati, numi tutelari del focolare domestico e comunitario "foroiuliensis", ma anche per lo meno italiano ed europeo, le delegazioni si sono portate infine presso lo storico Pozzo di Callisto, antica metafora del rapporto tra viventi e defunti, tra presente e passato, per un'ultima riflessione culturale insieme allo studioso Barbagallo.

Quest'anno le tradizionali rimembranze cividalesi delle Idi di Marzo sono state precedute da incontro sociale commemorativo e deposizione floreale anche presso il leggendario pozzo cesariano di Pozzuolo del Friuli, ciò nell'intento di riproporre popolarmente nell'attualità il rapporto tra luoghi connessi al ricordo di Giulio Cesare sul territorio e la lezione della sua vicenda e dei miti positivamente ad essa connessi.

IL POZZO CHI UNISCE VIVENTI E TRAPASSATI. Il pozzo come simbolo interculturale di comunità e di rapporto con il passato, di relazione ideale con gli antenati. Per la prima volta alle Idi di Marzo si è ricordato a Pozzuolo l'assassinio del leggendario Padre del Friuli e del paese stesso, che sarebbe nato, secondo tradizione, proprio attorno ad un pozzo fatto scavare da Giulio Cesare,il fondatore mitico di un "Forum Iulii" quadrivio di popoli e cuore d'Europa. Rinnovando, così, le annuali rimembranze della scomparsa del "padre della patria" friulano, il 15 marzo 2016, una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", in accordo segnatamente con la Federazione provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro e con il Club per l'Unesco di Udine, si è ritrovata presso lo storico pozzo cesariano di Pozzuolo per un momento commemorativo concluso con la deposizione sul posto di una dedica floreale ("Par memorie di un Friûl cûr di Europe imbastît di Iulius Caesar: omaggio civico spontaneo al 'pater patriae' regionale Giulio Cesare nel 2060° del suo assassinio, presso il leggendario pozzo cesariano di Pozzuolo del Friuli / Puçui, 15/03/2016"). Sono intervenuti per l'occasione il presidente del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl, prof. Alberto Travain ("Culì si celebre la liende storiche di une Furlanetât no confin ma cerniere di popui" - trad. it. "Qui si celebra il mito storico di una Friulanità non frontiera ma cerniera di nazioni"), insieme al referente territoriale, tenore Gianfranco Savorgnan ("Mi ten in bon di sei citadin di un paîs che la sô storie o sai che le cognossin plui ator pal mont che no in Italie e ancje propit in Friûl" - trad. it. "Mi sento onorato di essere cittadino di un paese la cui vicenda so nota nel mondo ancor più che in Italia e nello stesso Friuli"); il critico romano Alfredo Barbagallo ("Una rete culturale unisca i pozzi del Friuli"), lo studioso locale Marco Chiavon ("Pozzuolo è un piccolo paese con una grande storia"), il presidente del Club per l'Unesco di Udine, prof.ssa Renata Capria D'Aronco ("Questo incontro di pace attorno ad un pozzo che richiama alla cultura dell'incontro è certo in piena linea con la filosofia dell'Unesco"). Al termine, l'assessore pozzuolese dott.ssa Greta Rodaro ha portato alle rappresentanze convenute - presenti le cinque bandiere sezionali del Fogolâr Civic - il saluto più cordiale dell'Amministrazione comunale ("Condivido questa lettura originale e profonda della Friulanità come luogo ideale del dialogo tra le culture").

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