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Divertimento e chiusure, Venanzi: "Cercare il compromesso tra legislatore ed esercenti"

Dopo il caso del Kursaal di Lignano e i recenti episodi nazionali, l'opinione dell'assessore al Commercio di Udine "La pausa estiva sia l'opportunità per creare maggiori strumenti in tutela di chi gestisce le attività"

Dopo il 'Cocoricò' di Riccione, il 'Kursaal' di Lignano. Prima, in un contesto diverso, il ‘Terzo tempo’ di via Manin a Udine. E così tanti altri casi sparsi nella penisola: sono i locali chiusi a seguito di risse o decessi legati all’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti.
In queste settimane non si parla d’altro e la divisione tra esercenti e vertici istituzionali pare netta: da un lato chi difende la propria professione, svincolandosi dalle responsabilità per quanto accade. Dall’altro chi applica la legge per evitare, con le chiusure, il ripetersi di alcuni episodi.

Udinetoday ha chiesto una possibile soluzione del problema ad Alessandro Venanzi, assessore al Commercio del Comune di Udine.
“Innanzitutto è opportuno chiarire che Udine, fortunatamente, è un’isola felice. In generale, in tutta la nostra regione, non esiste un problema reale. Semmai – afferma – si può considerare l’insieme di realtà che in Italia fanno del divertimento un punto di forza turistico”.

“In un’ottica turistica regionale – prosegue –, Lignano o Grado devono rimanere poli con un divertimento serale. In queste località, cioè, si debbono creare gli strumenti affinché tutto si possa svolgere nel rispetto delle regole. Però è altrettanto necessario che il legislatore ottemperi le esigenze di tutti: proprio i recenti episodi dovrebbero rappresentare l’input per sensibilizzare lo stesso legislatore e fare comprendere le necessità dei cittadini. Ovvero: sarebbe opportuno mettere a punto gli strumenti per andare incontro ad entrambe le parti, sia per chi deve amministrare il territorio, sia per l’esercente che ha bisogno di tutelarsi, punendo direttamente chi trasgredisce e dando alle amministrazioni locali gli strumenti veri di controllo e tutela”. 


Qual è il consiglio per i commercianti che, allo stato attuale, desiderano difendere la propria posizione? “Suggerisco sempre di allertare i vigili urbani o le forze dell’ordine nel momento in cui, nel proprio locale, accadono episodi pericolosi – spiega l’assessore –. Chiedere l’intervento, infatti, è la soluzione migliore per tutelare chi non ha una responsabilità diretta”. 

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