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Concordato preventivo, domani l'incontro con l'onorevole Capezzone

Il convegno dal titolo "Concordato in continuità: tra aspettative e realtà", è previsto per domani pomeriggio presso Palazzo Torriani. Obiettivo, auspicato anche da Confindustria Udine, riportare il concordato preventivo alle sue finalità originarie di risanamento aziendale

Confindustria Udine organizza per domani il convegno dal titolo: “Concordato in continuità: tra aspettative e realtà”, con la partecipazione dell’onorevole Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati

L’incontro si aprirà a Palazzo Torriani alle ore 16 con l’introduzione a cura di Matteo Tonon, presidente di Confindustria Udine. Seguiranno le testimonianze aziendali di Indira Fabbro, di Pelfa Group srl, e Roberto Contessi, presidente di ANCE Udine. Sarà poi la volta delle relazioni di Giovanni Domenico Quaglia, dello Studio legale Quaglia, che si soffermerà sulle finalità, l’evoluzione normativa e le prospettive del concordato in continuità, e di Emanuele Canegrati, consulente economico dell’Ufficio Bilancio del Senato, che analizzerà le problematiche attuative del concordato in continuità e le proposte di modifiche. Le conclusioni del convegno saranno poi tratte dall’onorevole Capezzone.

Com’è noto, il concordato preventivo è stato concepito per favorire il risanamento delle aziende in crisi con prospettive di continuità e assicurare il miglior soddisfacimento degli interessi dei creditori. Nella pratica attuazione però è stato utilizzato sovente per rinviare la fase liquidatoria con percentuali di soddisfazione dei creditori/fornitori irrisorie, e non sono mancati casi di prosecuzione dell’attività sotto altra denominazione una volta eliminati i debiti. Queste distorsioni hanno assunto un rilievo critico con l’introduzione nel nostro ordinamento, attraverso il decreto “Crescita” del giugno 2012, del concordato in bianco che consente all’impresa in crisi di presentare la domanda per l’ammissione alla procedura concordataria e posticipare a un momento successivo il deposito della proposta e del piano concordatario con il beneficio della sospensione delle azioni esecutive e cautelari. Ne possono derivare, come ne sono derivate, situazioni di concorrenza anomala che vanno di fatto ad alterare le regole di mercato. La salvaguardia della continuità aziendale non può avvenire trasferendo il rischio d’impresa sui creditori e sulle imprese concorrenti.

Di fronte all’incremento anomalo dei preconcordati spesso con intenti dilatori (le domande nel primo periodo di applicazione sono triplicate), Confindustria è intervenuta per richiedere i necessari correttivi in modo da riportare il concordato in bianco alle sue finalità originarie di risanamento aziendale. Sono state adottate diverse modifiche che hanno rallentato il ricorso anomalo al concordato in bianco, ma restano le distorsioni per l’incompleta revisione dell’istituto.

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