menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Edi Sommariva in un'immagine di repertorio

Edi Sommariva in un'immagine di repertorio

Edi Sommariva: "troppe bandiere fanno male al nostro turismo"

Il direttore generale dell'Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia dice la sua contro le classifiche che in questo periodo stanno invadendo, senza basi specifiche, gli organi di informazione

Tra bandiere blu, gialle, verdi, che decretano la classifica delle località turistiche e delle spiagge più idonee alla balneazione, c’è ormai una gran confusione. Criteri di selezione approssimativi, assenza di protocolli di ricerca, campioni di interviste di cui si ignora quasi sempre la rappresentatività statistica gettano profondi dubbi sulla validità di queste indagini e, quindi, sulla loro utilità per lo sviluppo del turismo.

L’ultimo caso, rappresentato dalle bandiere verdi assegnate da ricercatori della Bicocca di Milano alle 41 spiagge più amate dai bambini e dalle loro famiglie, è emblematico della leggerezza e della superficialità con cui si stilano queste graduatorie. Le spiagge risultano essere state selezionate da un gruppo di pediatri appartenenti alla Società italiana dei Pediatri Preventiva e Sociale da un elenco di località marine italiane di cui veniva reso noto soltanto il nome, senza fornire alcuna informazione circa le caratteristiche delle spiagge e dei servizi a disposizione all'interno e nelle adiacenze dell'arenile, in modo da rendere praticamente impossibile a chiunque e anche ai pediatri una qualsiasi valutazione credibile. Basta andare sulla homepage  del sito della Società  e scaricarsi il questionario di indagine per rendersi conto della superficialità della cosa. Né l'autore della ricerca né la Società dei pediatri, seppur invitati a fornire elementi chiarificatori al riguardo, hanno dato risposta.

“Sventolare bandiere di certificazione turistica come quelle verdi - dichiara Edi Sommariva, direttore generale dell’Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia - non fa bene al turismo poiché non aiuta concretamente le famiglie a decidere la destinazione in cui trascorrere le proprie vacanze e non costituisce nemmeno un effettivo sprone al miglioramento dei servizi al turista delle località marine interessate, in quanto nella maggior parte dei casi non si evince in alcun modo quali siano le eventuali migliorie da apportare, non emergendo in primis con chiarezza i criteri di valutazione utilizzati per la votazione. In tal modo queste classifiche non possono essere intese come più affidabili delle previsioni meteo. Lasciamo questi esercizi ai giurati dei tanti festival canzonieri e concorsi di bellezza di cui è ricco il nostro paese e rispettiamo, invece, di più un'industria come quella del turismo, che, con i suoi attori privati e pubblici, svolge un grande ruolo di sostegno all'economia e all'occupazione. Queste indagini, che giovano esclusivamente a chi le cura o commissiona, si potrebbero fare molto meglio in modo da poter premiare le destinazioni meritevoli e fornire indicazioni utili per migliorare il sistema dell'offerta turistica. Altrimenti - conclude Sommariva - diventano dannose per un comparto che si prepara all’imminente stagione estiva resa ancora più delicata da una critica congiuntura economica".
 

 
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Coronavirus: 9 decessi, calano ricoveri e terapie intensive

Attualità

Anche la Croazia lancia le isole Covid free

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento