Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

In 300 con lo Spi - Cgil sul valico tra Slovenia e Croazia per un'Europa solidale

Oggi la manifestazione al valico di Obrezje. Firmato un appello per un’Europa della solidarietà. Domani a Trieste seminario su transfrontalieri e migranti. Sarà presente Debora Serracchiani

Oltre 300 persone, in rappresentanza di 13 organizzazioni sindacali dei pensionati di 10 paesi europei, si sono ritrovati oggi sul confine tra Slovenia e Croazia, fra Obrezje e Bregana, per dire no a muri e fili spinati, e spingere invece verso un’Europa solidale, dove si affermino i valori di pace, libertà e giustizia. Obiettivo dell’iniziativa, organizzata dal sindacato pensionati Spi-Cgil del Friuli Venezia Giulia, con il supporto dello Spi nazionale e del Veneto, lanciare un appello forte «a sostegno di un’Europa che sappia essere unita nella diversità, nel segno dell’integrazione, della convivenza civile e della solidarietà».

Al termine del presidio, che ha visto la partecipazione tra gli altri del segretario generale dello Spi Ivan Pedretti e coinvolto sindacati dei pensionati di Italia, Slovenia, Croazia, Austria, Bosnia Erzegovina, Ungheria, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, un corteo ha raggiunto la vicina Jesenice na Dolenjskem per un breve saluto dei segretari generali di Spi, Sus (Slovenia) e Suh (Croazia) e per la firma di un impegno comune per la costruzione di un’Europa unita, giusta e solidale, «in continuità – spiega il segretario dello Spi Cgil Friuli Venezia Giulia Ezio Medeot – con quegli ideali di pace, giustizia, eguaglianza sociale e convivenza civile che sono alla base della sua costruzione e rappresentano le sue più forti fondamenta».

Nel documento i sindacati rivolgono un appello ai governi dei rispettivi paesi e all’Unione Europea perché, nella gestione dei flussi migratori, «prevalgano la solidarietà e l’obbligo morale di aiutare e trattare i profughi in modo umano e dignitoso, nella sicurezza e nella legalità, anche attraverso una nuova disciplina europea in grado di garantire una loro giusta distribuzione tra tutti gli stati membri». I sindacati chiedono inoltre che i Governi ratifichino la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie e le analoghe Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro. «Di fronte all’ondata di disperati che anche lungo la rotta balcanica fuggono dalla guerra e da condizioni di vita miserabili – spiega ancora Medeot – non si può rispondere con i muri e il filo spinato, ma solo con la riaffermazione dei diritti indivisibili dell’uomo, a prescindere dalla razza, dalla religione e dal paese di provenienza».

Sugli stessi temi, oltre che sulla disciplina del lavoro transfrontaliero, tornerà il convegno che si terrà a Trieste domani e venerdì su iniziativa della Confederazione europea dei sindacati (Ces-Etuc) e del Csi, Consiglio sindacale interregionale Fvg-Slovenia, all’Hotel Greif Maria Theresia di viale Miramare 109. I lavori si aprirannno alle 14 di domani, giovedì 8 giugno, alla presenza della presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani.

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